Sostenibilità e benessere. La luce cerca nuovi mercati
A Euroluce debutta il Lighting Forum: due giorni di confronti tra esperti. Il settore illuminazione esporta l’80% della produzione
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«Se è vero che un progetto di luce è in grado di far stare meglio le persone, e questo ormai è provato anche da un punto di vista biologico, è altrettanto vero il contrario, ossia che un cattivo progetto di luce non fa stare bene le persone. Quindi ci vuole consapevolezza del fatto che, quando si approccia un progetto di illuminazione, va tenuto conto di una serie di fattori che non sono solo quelli tecnologici o dei consumi, ma anche e soprattutto quelli dedicati a trasmettere una sensazione dello spazio e a migliorare il benessere delle persone».
Carlo Urbinati, presidente di Assoluce, sintetizza così il percorso di ricerca che accomuna oggi molte aziende italiane dell’illuminazione e il filo conduttore dei tanti interventi previsti al primo Euroluce Lighting Forum, la due giorni di talk e incontri sul futuro della luce e del suo utilizzo in programma ieri e oggi al Salone del Mobile di Milano, negli spazi di Euroluce, la biennale dedicata alle novità del settore, con 306 aziende espositrici, in arrivo per il 45% dall’estero.
Un settore molto dinamico, tra i più internazionali del design italiano, con oltre l’80% del fatturato complessivo (2,3 miliardi nel 2024 secondo i dati di FederlegnoArredo) generato all’estero, contro una media del 53% del sistema arredamento nel suo compesso. Ma anche un settore molto frammentato, con oltre 1.200 imprese soprattutto piccole e piccolissime, che danno lavoro a quasi 10.500 addetti e che spesso faticano ad affrontare i mercati esteri chiave, come Stati Uniti e Cina, in cui sono in vigore normative e certificazioni diverse da quelle europee, un vero ostacolo all’esportazione e spesso un aggravio di costi.
È chiaro quindi che la competizione si gioca soprattutto sulla qualità e l’innovazione dei prodotti, che, come spiega Urbinati, non si esauriscono nell’applicazione delle tecnologie, ma hanno ormai sempre più a che fare con temi chiave come la sostenibilità e gli effetti dell’uso della luce sulla salute dell’uomo e del pianeta, sia che si tratti di luci decorative (lampade o soluzioni di illuminazioni destinate agli ambienti domestici o di alberghi e hotel), sia che si tratti di luci tecniche, destinate agli spazi pubblici e commerciali o ai luoghi di lavoro. Temi su cui si stanno cimentando le tante aziende che espongono in questi giorni al Salone.
«La sostenibilità è un driver di crescita su cui stiamo lavorando con maggiore attenzione da alcuni anni a questa parte, intendendo per sostenibilità sia l’uso dei materiali, cercando di utilizzare meno materiale possibile e comunque riciclato e riciclabile, sia il ricorso a processi produttivi ecologici, sia la qualità della luce, che deve essere efficiente e gestibile, in modo da ridurre i consumi energetici senza comprometterne le performance, ma anche confortevole per l’uomo», spiega Giovanni Bolzan, amministratore di Linea Light Group.


