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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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Un duraturo pregiudizio alla libertà di navigazione nello Stretto di Bab el-Mandeb avrebbe conseguenze particolarmente gravi per l’economia italiana e soprattutto per il sistema portuale nazionale. Bab el-Mandeb costituisce la porta meridionale della rotta Mar Rosso-Suez e, dunque, il passaggio obbligato – salvo circumnavigare l’Africa – delle navi che dall’Asia raggiungono il Mediterraneo.
Per l’Italia questa geografia rappresenta un vantaggio competitivo fondamentale: attraverso Suez i porti italiani sono tra i primi scali europei raggiungibili dalle grandi rotte provenienti dall’Asia. Gioia Tauro, che nel 2025 ha raggiunto il record di 4,49 milioni di TEU, fonda una parte essenziale della propria competitività sulla posizione lungo l’asse Suez-Gibilterra. Lo stesso vale, con caratteristiche differenti, per Genova, La Spezia e Trieste. In condizioni normali, circa il 40% delle merci sbarcate nei porti italiani risulta transitato da Suez.
La crisi iniziata con gli attacchi degli Houthi ha già modificato profondamente le rotte mondiali. Secondo il Red Sea Transit Monitor di Lloyd’s List Intelligence, nell’agosto 2026 hanno attraversato Bab el-Mandeb 273 portacontainer, contro 674 nell’agosto 2023: una riduzione del 59,5%. Considerando insieme Suez e Bab el-Mandeb, il traffico risultava ancora inferiore del 44,1% ai livelli dell’agosto 2023.
È dunque comprensibile che il ministro della Difesa Guido Crosetto abbia prospettato un rafforzamento della protezione delle navi mercantili italiane nell’ambito dell’operazione europea Aspides, istituita nel 2024 e prorogata fino al 28 febbraio 2027. Il problema è capire fino a che punto gli altri Stati Ue siano disponibili ad aumentare l’impegno. Gli effetti economici di una persistente crisi della rotta del Mar Rosso, infatti, non sono distribuiti uniformemente.
L’Egitto è tra i Paesi più esposti. Nel 2023 il Canale di Suez aveva registrato 26.434 transiti e ricavi per 10,25 miliardi di dollari. Nel 2024 le navi sono scese a 13.213 e i ricavi a 3,99 miliardi. Anche l’Arabia Saudita ha un interesse diretto alla sicurezza dello Stretto: la costa occidentale, con Jeddah e Yanbu e le infrastrutture energetiche sul Mar Rosso, necessita di un accesso sicuro verso l’Oceano Indiano.