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Software, mix di incentivi ma il cloud per ora è fuori

L’iperammortamento attivo da venerdì si aggiunge al mosaico di misure settoriali ma non si applica alle soluzioni gestite via web

di Giuseppe Giordano, Umberto Mazzucco, Ranieri Villa

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Un mosaico di incentivi al quale si è appena aggiunta l’ultima tessera. È il quadro delle misure attualmente operative per sostenere gli investimenti in software e digitalizzazione delle imprese italiane.

La tessera che per ultima si è aggiunta è l’iperammortamento, le cui domande sono aperte dalle 12 di venerdì scorso, ancorché lo strumento escluda i software as a service (Saas), cioè, in pratica, le soluzioni in base alle quali, invece di installare un software sui propri sistemi, l’utente accede via internet al software stesso pagando un canone. Ma andiamo con ordine.

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LE AGEVOLAZIONI

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Il contesto italiano

Secondo i dati Eurostat, nel 2025 solo il 16,4% delle imprese italiane utilizzava strumenti di intelligenza artificiale, contro il 26% della Germania e oltre il 40% dei Paesi nordici come Danimarca e Finlandia. L’Ocse segnala che gli investimenti italiani in asset intangibili – software, dati, ricerca e sviluppo – restano tra i più bassi dell’area euro, mentre nelle economie avanzate gli investimenti reali in software sono triplicati dal 2008 a fronte di una crescita aggregata di appena il 12% per i macchinari. La crescita della produttività si è spostata dagli asset fisici agli asset intangibili, con la conseguenza che il valore non nasce più solamente dalla macchina, ma dal software che la rende “intelligente”.

I canoni non capitalizzabili

In questo contesto, l’iperammortamento reintrodotto dalla manovra 2026 è, sulla carta, un interessante incentivo per sostenere gli investimenti in beni strumentali tecnologici: una maggiorazione del costo di acquisizione fino al 180% per investimenti, aperta a tutte le imprese, di tutti i settori, di tutte le dimensioni, indipendentemente dall’ubicazione, senza bandi né graduatorie, operativa in dichiarazione dei redditi come variazione in diminuzione del reddito imponibile.

Come detto, però, attualmente l’agevolazione esclude i software as a service. Tecnicamente, i canoni Saas non sono capitalizzabili come immobilizzazioni immateriali: sono costi di esercizio imputati a conto economico, e l’iperammortamento si applica esclusivamente sui beni ammortizzabili.

Il decreto attuativo estende l’agevolazione anche ai beni acquisiti in leasing finanziario, ma non ai canoni di abbonamento. La logica contabile è corretta. Tuttavia i grandi vendor internazionali hanno abbandonato il modello della licenza perpetua on-premise. Oggi l’intelligenza artificiale, la cybersecurity, il monitoraggio predittivo, la gestione della supply chain sono erogati in abbonamento. Il software as a service rappresenta circa l’80% del mercato del cloud.

La questione non è nuova, e, peraltro è stata già anche risolta in passato. Infatti, Nel 2017 la circolare 4/E dell’agenzia delle Entrate aveva escluso il Saas dall’iperammortamento 4.0 con la stessa logica. Il legislatore era poi intervenuto con la manovra 2019 (legge 145/2018, comma 229), aprendo i canoni cloud tra le spese agevolabili «per la quota imputabile per competenza», orientamento ribadito dalla circolare 8/E del 2019 e rimasto in vigore fino al 31 dicembre 2024.

LE AGEVOLAZIONI

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Le altre misure

Chi cerca alternative trova, come detto, un sistema articolato per destinatari e finalità (si veda la scheda in pagina). La Simest – nelle misure per Transizione Digitale ed E-commerce – ammette piattaforme cloud e software in abbonamento, ma solo nell’ambito di progetti di internazionalizzazione.

Il programma Digital Transformation di Mimit/Invitalia offre un mix di 10% a fondo perduto e 40% di finanziamento agevolato e copre anche i canoni per l’utilizzo di programmi informatici, ma è riservato alle sole Pmi.

Smart&Start Italia finanzia soluzioni digitali con prestiti a tasso zero fino all’80% delle spese ammissibili, ma è accessibile esclusivamente alle startup innovative con piani tra 100mila e 1,5 milioni di euro.

On-Oltre Nuove Imprese copre software gestionali e applicazioni di AI, blockchain e internet of things con agevolazioni fino al 90% delle spese, ma è rivolto a piccole imprese costituite da non più di 60 mesi la cui compagine societaria sia composta per oltre la metà da under 36 o da donne.

Nessuno di questi strumenti è però accessibile a qualsiasi impresa italiana che voglia “solo” investire in software cloud o intelligenza artificiale per migliorare la propria produttività.

L’iperammortamento potrebbe essere in futuro il “veicolo” giusto per agevolare i Saas creando così un sostegno universale, automatico e tecnologicamente neutro in linea con quanto già accaduto nel 2019.

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