Salute

Il farmaco che ti fa smettere di fumare in 25 giorni è ora rimborsato: ecco cosa sapere sulla citisina

E’ rimborsata dal Servizio sanitario nazionale se erogata dai centri antifumo dove viene associata a counseling e terapia comportamentale: la citisina farmaceutica agisce sugli stessi recettori attivati dalla nicotina attenuando i sintomi dell’astinenza

di Barbara Gobbi

Adobestock

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Se vai al centro antifumo, il medico te lo prescrive ed è rimborsato dal Servizio sanitario nazionale.

Parliamo del nuovo farmaco a base di citisina, di cui l’Agenzia italiana del farmaco-Aifa ha previsto la “copertura” del primo ciclo di trattamento per tutti gli utenti che intraprendano un percorso “serio” - nel senso di monitorabile e integrabile a esempio con la terapia comportamentale e il counseling - per dare l’addio al fumo da tabacco.

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In tutti gli altri casi, a esempio di un paziente che dopo un infarto si senta vietare le “bionde” dal cardiologo, il costo è a carico del diretto interessato, per un ciclo di 25 giorni di terapia che comporteranno un esborso di 90 euro.

Del resto, già dal quinto giorno, poiché il medicinale agisce sugli stessi recettori attivati dalla nicotina, cala drasticamente il desiderio di fumare.

A 12 mesi, secondo lo studio italiano realizzato dall’Istituto nazionale tumori, “smette” il 40% dei pazienti a fronte del dato sconfortante di un solo paziente su dieci che riesce a smettere “da solo”.

L’identikit

Un grappolo di fiorellini gialli simili al glicine custodisce: è il Cytisus laburnum, noto anche come maggiociondolo, pianta della famiglia delle Leguminose da cui si estrae la citisina, il principio attivo del nuovo farmaco prodotto dall’azienda polacca Adamed e commercializzato in Italia da Laboratorio Farmaceutico C.T., appena inserito in Gazzetta Ufficiale e ora disponibile per i fumatori italiani che desiderano smettere.

Già presente nelle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità (2024), e inserita nell’elenco delle molecole essenziali nel 2025, la citisina da formulazione galenica diventa quindi farmaco rimborsabile dal Servizio sanitario nazionale. Per il momento, come detto, solo se erogato dai Centri antifumo. Poi si vedrà.

Intanto, l’introduzione della citisina farmaceutica all’interno dei protocolli dei percorsi di cessazione del fumo può - è la promessa - migliorare l’efficacia dei trattamenti, facilitare l’accesso e l’equità grazie alla rimborsabilità della molecola e generare un risparmio per il Servizio sanitario nazionale.

Il meccanismo

La citisina agisce sugli stessi recettori attivati dalla nicotina con caratteristiche chimiche e farmacologiche uniche: è in grado di attenuare i sintomi dell’astinenza prodotti dalla sospensione del fumo di nicotina, azzerando il rinforzo positivo indotto dalla stessa e tutti presupposti bio-comportamentali alla base della dipendenza da fumo.

In pratica la citisina, bloccando i recettori presenti nel nostro cervello, diminuisce il piacere associato al fumo modulando il tono dell’umore e riducendo tutti i sintomi che si presentano nelle fasi di astinenza da nicotina (irritabilità, disforia, insonnia, ansia), i principali motori della ricaduta.

La citisina viene somministrata per via orale secondo un protocollo standard di 25 giorni, che prevede una riduzione progressiva della posologia.

Questo schema posologico - che ogni paziente come per la pillola anticoncezionale trova dietro ogni blister per semplificare l’assunzione - è stato validato in numerosi studi clinici e rappresenta la modalità di impiego più consolidata ed efficace nel trattamento del Disturbo da uso di tabacco (Dut).

«La citisina, per la sua comprovata efficacia, profilo di sicurezza ed elevato rapporto costo/beneficio, rappresenta un farmaco particolarmente adatto a essere integrato nei percorsi per il trattamento multidisciplinare del Disturbo da uso di tabacco - sottolinea il dottor Claudio Leonardi, Presidente della Sipad, Società italiana Patologie da dipendenza -. Lo schema a posologia decrescente è stato sviluppato con lo scopo di attenuare i sintomi da astinenza da nicotina e facilitare la cessazione del fumo. La cessazione completa del consumo di tabacco dovrebbe avvenire entro il 5º giorno dall’inizio del trattamento».

Sicurezza e tollerabilità

L’assenza di comprovate interazioni farmacologiche note rende la citisina particolarmente raccomandabile nei pazienti fragili, affetti da patologie croniche e in terapia polifarmacologica. Gli effetti collaterali, qualora comparissero, sono generalmente lievi e temporanei, con un ottimo profilo di tollerabilità anche a lungo termine

«La citisina deve essere considerata un’opzione terapeutica di prima linea anche alla luce della recente introduzione tra i farmaci rimborsabili dal Ssn - sottolinea il Dottor Fabio Beatrice, Primario Emerito dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino e Direttore scientifico del MOHRE - considerando la trasversalità dei danni da fumo, il suo impiego deve avvenire attraverso la prescrizione dei medici di medicina generale, pneumologi, oncologi e cardiologi territoriali, dei professionisti dei SerD e di tutti gli altri specialisti impegnati nella cura di patologie che possono essere influenzate dalla presenza e persistenza del Dut».

93mila morti evitabili

Il disturbo da uso di tabacco è responsabile di oltre 90.000 morti ogni anno in Italia e i costi sanitari correlati al fumo, tra spesa pubblica e perdita di produttività, superano i 26 miliardi di euro l’anno.

Rappresenta inoltre una delle principali cause prevenibili di morte e disabilità a livello globale.

Secondo le stime dell’Associazione italiana di Oncologia medica - impegnata con Fondazione Airc, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom nella campagna di raccolta firme mirata alla proposta di legge d’iniziativa popolare per aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina - l’aspettativa di vita complessiva di una persona può ridursi di 20 minuti per ogni sigaretta fumata e le persone che fumano per tutta la vita perdono circa 10 anni. Nonostante le strategie di prevenzione e i trattamenti disponibili, la cessazione del fumo rimane una sfida clinica e di sanità pubblica. Aumentare l’accesso ai trattamenti efficaci per il “tabagismo” è una misura a elevato impatto di costo-efficacia, oltre che preventiva e strategica.

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