La stretta

Via libera del cdm al nuovo decreto Pnrr. Sicurezza sul lavoro: da ottobre patente a «crediti» per imprese e autonomi

Per l’impresa o il lavoratore autonomo privi della patente o con un numero di crediti inferiore a 15 scatta la sanzione amministrativa a 6mila a 12mila euro

di Andrea Carli e Giorgio Pogliotti

Crollo nel cantiere, Calderone: "Sulla sicurezza pronti a norme piu' incisive"

5' di lettura

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Il consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto Pnrr, che punta su contrasto alle frodi, responsabilizzazione degli enti attuatori, alloggi universitari, messa a punto della governance, spinta alla digitalizzazione. Il nuovo tutto per velocizzare l’attuazione del piano, che ora conta anche i fondi di RepowerEU, potenziando le sinergie e il coordinamento («È un modo per avviare una fase di responsabilizzazione complessiva da parte di coloro quali sono chiamati» a partecipare alla spesa del Pnrr - ha detto il ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto in conferenza stampa dopo il cdm)

Ma il decreto contiene anche le norme per la sicurezza sul lavoro. Norme che hanno la sostanza della stretta. Arriva infatti dal primo ottobre 2024 la patente a “crediti” per la sicurezza sul lavoro. Il sistema dei crediti - si parte con trenta - riguarda imprese e lavoratori autonomi che per operare ne devono avere almeno quindici. Il sistema è descritto nella bozza del provvedimento , varato dal Consiglio dei ministri. In mattinata il Governo ha incontrato le parti sociali.

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Calderone: dopo 16 anni introduciamo patente a punti sul lavoro

«Dopo 16 anni introduciamo la patente a punti che svilupperemo con il supporto delle parti sociali e le organizzazioni di categoria dell’edilizia, con l’obiettivo di far crescere questo percorso e inserire altre attività» ha sottolineato la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri, che ha dato il via libera alle norme sulla sicurezza sul lavoro nel decreto Pnrr, sottolineando che ora «l’attenzione specifica» è posta sui cantieri.

In particolare, stando alle misure previste dal nuovo provvedimento sono tenuti al possesso della patente aziende e lavoratori autonomi che operano nei cantieri edili temporanei o mobili. La patente è rilasciata dall’Ispettorato nazionale del lavoro dopo l’iscrizione alla camera di commercio; l’adempimento, da parte del datore di lavoro e dei lavoratori degli obblighi formativi; il possesso del Durc, del Documento di Valutazione dei Rischi e del Documento Unico di Regolarità Fiscale. La patente con una dotazione inferiore a 15 crediti non consente alle imprese e ai lavoratori autonomi di operare nei cantieri temporanei o mobili. Per l’impresa o il lavoratore autonomo privi della patente o con un numero di crediti inferiore a 15 scatta la sanzione amministrativa a 6mila a 12mila euro. Insomma: il meccanismo della patente a crediti nell’edilizia ricorda un po’ quello della patente a punti nella guida, con la decurtazione dei punti in caso di violazione delle regole del Codice della strada. Durante la riunione del Consiglio dei ministri il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi dovrebbe tenere un’informativa su quanto è accaduto in alcune manifestazioni nei giorni scorsi, dopo le polemiche sulla gestione dell’ordine pubblico.

Pnrr, bozza dl: da -20 crediti in meno per morte sul lavoro a sospensione fino a 12 mesi

Ma il piatto forte del provvedimento sono le misure in materia di sicurezza sul lavoro. Nella bozza del decreto Pnrr viene spiegato che la patente a punti per la sicurezza sul lavoro potrà essere decurtata di 20 punti in caso di morte del lavoratore (-15 crediti per un’inabilità permanente al lavoro, assoluta o parziale e -10 crediti per un’inabilità temporanea assoluta che comporti l’astensione dal lavoro per più di 40 giorni) ma si potrebbe anche sospendere la patente «fino a un massimo di 12 mesi». Ancora: «Nei casi infortuni da cui sia derivata la morte o un’inabilità permanente al lavoro, assoluta o parziale, la competente sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro può sospendere, in via cautelativa, la patente fino a un massimo di dodici mesi. L’ispettorato nazionale del lavoro definisce i criteri, le procedure e i termini del provvedimento di sospensione. Ciascun provvedimento di cui al presente comma deve riportare i crediti decurtati. Gli atti ed i provvedimenti emanati in relazione al medesimo accertamento ispettivo non possono nel complesso comportare una decurtazione superiore a 20 crediti», si legge ancora nella bozza del provvedimento. I crediti decurtati, si legge ancora, «possono essere reintegrati» a seguito della frequenza di corsi.

In generale, i benefici normativi e contributivi sono condizionati all’assenza di violazioni compresa la tutela la salute nei luoghi di lavoro , il rispetto dei contratti collettivi. il diritto ai benefici è riconosciuto in caso di successiva regolarizzazione degli obblighi contributivi e assicurativi e violazioni accertate. Inoltre al personale degli appalti e subappalti si applica il trattamento economico non inferiore quello previsto dai contratti collettivi nazionali maggiormente applicati nel settore oggetto di appalto negli appalti dei servizi il committente è obbligato in solido con l’appaltatore entro un anno dalla cessazione dell’appalto a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi e contributivi previdenziali dovuti anche se si ricorre alla somministrazione di prestatori di lavoro nei casi di appalto e di distacco.

La stretta

Si delinea dunque una stretta sul lavoro nero e le irregolarità negli appalti, dopo la tragedia di Firenze, con cinque operai che hanno perso la vita nel grave incidente sul lavoro che si è verificato il 16 febbraio intorno alle 9, in via Mariti, sul cantiere del nuovo centro commerciale Esselunga, nell’area dell’ex Panificio militare.

Tra le proposte, ha anticipato la ministra del Lavoro Marina Calderone, c’è quella di reintrodurre «il reato penale per l’interposizione illecita di manodopera», ovvero nei casi in cui la manodopera viene somministrata senza che ci sia un contratto di appalto regolare e un distacco di personale regolare. nella nota pubblicata dal governo al termine della riunione del Consiglio dei ministri, si parla di «disposizioni di natura repressiva (sanzioni penali – in luogo delle sanzioni amministrative, frutto di una precedente depenalizzazione, per le ipotesi di somministrazione fraudolenta di lavoratori, utilizzazione illecita di lavoratori, somministrazione abusiva con sfruttamento di minori».

La depenalizzazione del 2016

Nel 2016 c’è stata la depenalizzazione (con il decreto legislativo n. 8/2016) e da allora è prevista solo una sanzione amministrativa. L’intenzione del governo, ha spiegato Calderone, è quella di tornare indietro. La somministrazione illecita «è uno dei reati più commessi» nell’ambito degli appalti, ha ricordato la ministra, e soprattutto in un settore come l’edilizia, dove più alto è il rischio di incidenti, bisogna intervenire ponendolo «sotto la massima attenzione».

In arrivo altri 766 ispettori del lavoro

Il decreto prevede inoltre misure per il rafforzamento del personale ispettivo. Arrivano altri 766 ispettori del lavoro. In particolare si tratta di 466 assunzioni che saranno sbloccate (sulla base di un vecchio concorso) e di 300 nuove assunzioni.

Datori di lavoro domestico: taglio 100% contributi su assunzioni cura over 80 non autosufficienti

Nel provvedimento anche soluzioni che riguardano i datori di lavoro domestico (colf e badanti). L’obiettivo è favorire la regolarizzazione del lavoro di cura prestato al domicilio della persona non autosufficiente. In particolare, stando all’ultima bozza viene previsto l’esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali e assicurativi complessivi a carico del datore di lavoro domestico in caso di assunzioni o trasformazioni a tempo indeterminato di contratti di lavoro domestico con mansioni di assistente a soggetti anziani, con una età anagrafica di almeno 80 anni, già titolari dell’indennità di accompagnamento. Il taglio che dovrebbe decorrere dal 1 aprile 2024 fino al 31 dicembre 2025 per un periodo massimo di 24 mesi, prevede un limite massimo di importo di 3.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su base trimestrale, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche. Il datore di lavoro destinatario della prestazione - si legge nella bozza - deve possedere un valore dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee) per le prestazioni agevolate di natura sociosanitaria, in corso di validità, non superiore a 6.000 euro. Il beneficio non spetta nel caso in cui tra il medesimo lavoratore e il medesimo datore di lavoro o persona del suo nucleo familiare sia cessato un rapporto di lavoro domestico, si legge ancora. La copertura degli oneri, pari a 10 milioni di euro per l’anno 2024, a 39,9 milioni per l’anno 2025, a 58,8 milioni per l’anno 2026, a 27,9 milioni per l’anno 2027 e a 0,6 milioni per l’anno 2028, è assicurata, si legge ancora nella bozza, dal programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027.

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