Immigrazione

Senato Usa, piano da 70 miliardi per finanziare Ice e polizia di frontiera

Secondo un recente sondaggio Reuters/Ipsos, più della metà degli americani è meno propensa a sostenere i candidati che appoggiano l’approccio di Trump all’espulsione degli immigrati

Una foto del World Press Photo 2026 raffigura ragazze sconvolte che si aggrappano al padre, Luis, mentre l’ICE (Immigration and Customs Enforcement) lo arresta dopo un’udienza sull’immigrazione a New York City EPA

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Negli Stati Uniti, i senatori repubblicani hanno votato a favore di un piano da 70 miliardi di dollari per finanziare le agenzie per l’immigrazione e le dogane (ICE) e la polizia di frontiera (Border Patrol) per i prossimi tre anni, ignorando le richieste dei democratici di porre dei limiti all’azione degli agenti e alle loro operazioni.

I senatori hanno votato 50 a 48 per adottare la risoluzione di bilancio non vincolante e inviarla alla Camera dei Rappresentanti, compiendo un passo cruciale verso la fine del blocco che paralizza il Dipartimento per la Sicurezza interna da metà febbraio. Due senatori repubblicani, Rand Paul e Lisa Murkowski, si sono opposti al provvedimento.

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Se approvata dalla Camera, la risoluzione consentirà alle commissioni del Congresso di iniziare a definire i dettagli su come i 70 miliardi di dollari verrebbero spesi, attraverso una legge separata che il presidente Donald Trump dovrebbe firmare. Questi nuovi finanziamenti dovrebbero essere erogati in tre anni, quindi per tutta la durata della presidenza Trump, che terminerà nel gennaio 2029.

I democratici sono fermamente contrari a questo finanziamento, per questo i repubblicani intendono utilizzare una procedura che richiede solo la maggioranza semplice per l’approvazione del provvedimento anziché la solita maggioranza qualificata di 60 voti o più. I repubblicani detengono una maggioranza di 53 seggi contro 47.

La maggior parte dei fondi per il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) si sono esauriti più di nove settimane fa, con i democratici che facevano pressione sui repubblicani e sulla Casa Bianca perché passassero nuove restrizioni all’ICE e alla Polizia di Frontiera, che operano sotto la direzione del DHS.

Dopo che due cittadini statunitensi, Renee Good e Alex Pretti, sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco da agenti dell’immigrazione a Minneapolis, i democratici hanno insistito affinché l’Ice e la polizia di frontiera fossero soggette alle stesse regole operative delle forze di polizia in tutti gli Stati Uniti, incluso l’obbligo di ottenere un mandato giudiziario prima che gli agenti possano entrare nelle abitazioni private. Ma settimane di negoziati si sono concluse con una situazione di stallo.

L’anno scorso, i repubblicani hanno approvato una legge che prevedeva circa 130 miliardi di dollari di finanziamento per Ice e polizia di frontiera, una cifra che si somma agli stanziamenti annuali e ai 70 miliardi di dollari attualmente in discussione al Congresso.

Otto mesi prima delle elezioni di medio termine di novembre, che determineranno quale partito controllerà il Congresso negli ultimi anni della presidenza di Donald Trump, i democratici cercano di dipingere i repubblicani come distanti dalle famiglie americane e dalle difficoltà che queste affrontano a causa dell’aumento vertiginoso dei prezzi della benzina e dei costi sanitari.

I repubblicani accusano i democratici di voler “tagliare i fondi” a operazioni cruciali per l’immigrazione e la sicurezza delle frontiere.

I democratici hanno proposto una dozzina di emendamenti volti a ridurre le spese sanitarie a carico dei cittadini, ripristinare i sussidi alimentari per gli americani a basso reddito, impedire la cancellazione della copertura assicurativa sanitaria, aumentare i finanziamenti per i pasti scolastici e l’assistenza all’infanzia, proteggere i consumatori dall’aumento dei prezzi dovuto ai dazi e alla guerra in Iran e ridurre i costi dell’elettricità per i lavoratori. Tutti gli emendamenti sono stati respinti, ma hanno ottenuto il sostegno di alcuni repubblicani, tra cui i senatori Susan Collins del Maine e Dan Sullivan dell’Alaska, che dovranno affrontare difficili elezioni per la rielezione a novembre.

«È per questo che combattono i repubblicani», ha dichiarato il senatore Chuck Schumer, democratico di New York e leader del partito. «Per mantenere due agenzie fuori controllo, temute in ogni angolo del Paese, invece di ridurre i costi dell’assistenza sanitaria, degli alloggi, della spesa alimentare e della benzina».

Un recente sondaggio Reuters/Ipsos mostra che più della metà degli americani è meno propensa a sostenere i candidati che appoggiano l’approccio di Trump all’espulsione degli immigrati, mentre una maggioranza simile afferma che le proprie finanze familiari hanno risentito dell’impennata dei prezzi della benzina.

Secondo i sondaggi, l’assistenza sanitaria è in cima alla lista delle spese familiari su cui gli elettori ritengono che il Congresso dovrebbe concentrarsi maggiormente.

Il Senato ha approvato all’unanimità un emendamento repubblicano presentato dal presidente della Commissione Bilancio, Lindsey Graham, che istituirebbe un fondo a costo zero a sostegno delle operazioni dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) per l’arresto, la detenzione e l’espulsione accelerata di adulti condannati per stupro, omicidio o abusi sessuali su minori, che in precedenza erano entrati illegalmente negli Stati Uniti.

I senatori hanno respinto altri emendamenti repubblicani che prevedevano l’obbligo di presentare la prova di cittadinanza per votare e altre restrizioni elettorali, il divieto di finanziamento tramite Medicaid per interventi chirurgici di transizione di genere sui minori e tagli agli aiuti esteri, ai programmi scientifici e all’istruzione per finanziare l’ICE e la polizia di frontiera.

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