Festival

Sanremo, ascolti della seconda serata ancora giù. Conti: «Sembra estate, è normale»

L’Auditel nella seconda serata registra 9,5 milioni di spettatori e uno share al 59.5%. Rai: a luglio ci sarà Sanremo Estate

a cura di Francesco Prisco

Carlo Conti in conferenza stampa dopo la seconda serata del Festival di Sanremo 2026

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La seconda serata del Festival di Sanremo di Carlo Conti ha raccolto ieri su Rai1, in termini di total audience, una media di 9 milioni 53mila telespettatori pari al 59.5% di share. Un risultato che migliora in share quello della prima serata, che aveva fatto segnare il 58%, ma non in valori assoluti, se consideriamo che la media di spettatori registrata martedì era di 9 milioni 600mila spettatori. L’anno scorso la seconda serata del festival aveva ottenuto in media, in termini di total audience, 11 milioni 800mila spettatori pari al 64.6% di share.

La prima parte della seconda serata (dalle 21.46 alle 23.34) ha raccolto 11 milioni 531mila telespettatori, pari al 58.2% di share; la seconda (dalle 23.39 all’1.10) ha avuto 5 milioni 947mila con il 62.7% di share. Nel 2025 la prima parte della seconda serata (dalle 21.16 alle 23.28) aveva fatto segnare 14 milioni 900mila spettatori con il 63.6% di share; la seconda (dalle 23.33 all’1.11) aveva avuto 7 milioni 600mila con il 67.2 per cento.

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Il picco di ascolto in valori assoluti durante la seconda serata del Festival di Sanremo è stato raggiunto alle 21.57, con 13 milioni 706mila telespettatori sintonizzati su Rai1 all’ingresso in scena della co-conduttrice Pilar Fogliati. Alle 00.48 il picco in share, con il 66.1% durante lo show di Lillo cantante di mambo.

Secondo il direttore generale di Auditel Paolo Lugiato, «l’ascolto medio in total audience della seconda serata e è stato di 9,06 milioni di persone per il 59,5% di share. L’ascolto medio è stato di 8,8 milioni in Tv (59,1%) e 239mila su piccoli schermi (81,4%). Primafestival ha registrato 7,1 milioni di spettatori e 33% di share. Sanremo Start registra un ascolto medio di 11,2 milioni di teste e 47,5% di share. Il Dopofestival 2 milioni di ascoltatori medi e il 52,5% di share. Quanto al consumo on demand, nelle due giornate ci sono 9,1 milioni di legitimate streams per un tempo speso di oltre 53 milioni di minuti. Il 10% riguarda puntate intere, l’85% cantanti in gara e il 3% clip di ospiti».

Per il direttore Intrattenimento Prime time Williams Di Liberatore, «stiamo parlando di un Festival che si conferma in ottima salute. Il dato Auditel di ieri sera fa vedere un Sanremo in crescita per quanto riguarda lo share ed è il quarto miglior risultato dal 1995. La crescita sul digitale è stata molto importante, mentre l’evento sul territorio fa segnare il sold out dell’evento al Suzuki Stage. Alla luce di questo possiamo dirci molto soddisfatti».

Quindi Di Liberatore per la Rai svela: «Nella seconda metà di luglio si farà Sanremo Estate. Sarà un evento di natura musicale all’aperto, con una presenza sul territorio e in diretta tv. Stiamo ancora sviluppando il progetto, non conosciamo i dettagli ma a luglio si farà».

A proposito del calo di ascolti, direttore artistico Carlo Conti fa una battuta: «Sembra estate, stamattina mi sono messo a prendere il sole dieci minuti in costume alle 9.30 per ravvivare il colore della pelle.... Capisco perché si abbassi la platea televisiva, il caldo piace a tutti». Parole dietro le quali non è difficile leggere un riferimento indiretto alla coincidenza con le Olimpiadi di Milano Cortina che ha reso necessario lo slittamento del Festival molto più avanti del solito sul calendario di febbraio.

Riguardo al futuro: «State tranquilli: ho detto chiaramente all’azienda che questo sarebbe stato l’ultimo festival di questo ciclo per me, sia che fosse andato benissimo, sia malissimo. Nei miei confronti non ho sentito nessun tipo di offesa, non mi sono sentito messo in difficoltà. Da quarant’anni a questa parte ho con l’azienda un rapporto di grande chiarezza e rispetto, ho sempre cercato di rispettare molto l’azienda», ha detto Carlo Conti rispondendo a una domanda sull’endorsement del sottosegretario Gianmarco Mazzi per Stefano De Martino come nome di primo piano per il futuro del festival.

Non poteva non esserci una domanda sul prossimo referendum costituzionale sulla Riforma della giustizia: «Non sono cose che mi riguardano. Se voterò? Non lo so», risponde Conti, a proposito dell’appuntamento elettorale del 22 e 23 marzo. «Ho un’opinione ben precisa globalmente: quando eleggo delle persone, le eleggo per essere mie rappresentanti, sanno fare il loro lavoro, mi fido di loro e lo devono fare loro», spiega. «In linea generale mi piace questa democrazia, mi piace che le persone che eleggiamo siano competenti e portino avanti le nostre indicazioni».

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