Festival

Sanremo 2026, le pagelle della finale

I nostri voti alle esibizioni dei 30 Big nell’ultima serata del 76esimo Festival della canzone italiana

di Francesco Prisco

Serena Brancale si esibisce alla finale di Sanremo 2026

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Siamo arrivati alla finale di Sanremo 2026: ecco le nostre pagelle e i giudizi a tutte le performance dei 30 Big in gara per la vittoria.

Francesco Renga, «Il meglio di me» 5

Capsula del tempo che contiene la musica leggera italiana com’era venti anni fa o giù di lì.

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Chiello, «Ti penso sempre» 6.5

Qui la reference sta negli anni Novanta, negli Smashing Pumpkins, gli Eels, il post grunge. Divertente.

Raf, «Ora e per sempre» 5

Non si smette mai di soffrire per amore. E neanche di soffrire ascoltando canzoni d’amore.

Bambole di pezza, «Resta con me» 5

Pop rock con qualche pretesa («Resta con me in questi tempi di odio») e qualche nota presa in presa in prestito dai Coldplay.

Leo Gassmann, «Naturale» 5

Un pezzo che ha poco di Naturale. Alla fine della canzone ci scappa un: «Abbasso la guerra e le tirannie. Viva la pace».

Malika Ayane, «Animali notturni» 5.5

Il dancefloor del ritornello ai primi ascolti ci era piaciuto. Alla lunga scoccia.

Tommaso Paradiso, «I romantici» 6

Tanta nostalgia anni Ottanta, ma nel complesso il brano sta in piedi.

J-Ax, «Italia starter pack» 7

Country sui (tanti) vizi e le (poche) virtù delle italiche genti. Per la finale cheerleader sul palco e tutti col cappellone da cowboy in orchestra.

Lda e Aka 7even, «Poesie clandestine» 4

«Questa musica sale nel sangue/carnale», cantano Lda e Aka 7even. Tormentone istantaneo che prova a capitalizzare l’hype su Napoli.

Serena Brancale, «Qui con me» 6.5

Pezzo impegnativo pensato per vincere. La performance vocale, nella finale, non è stata all’altezza delle performance precedenti. Peccato. Il pubblico dell’Ariston comunque le tributa una standing ovation.

Patty Pravo, «Opera» 6-

Il brano, ascoltato nella versione in studio, è molto bello. Con l’esecuzione live perde qualcosa.

Sal Da Vinci, «Per sempre sì» 4.5

L’Ariston diventa un ristorante con vista sul Golfo. Mancano solo la torta e i confetti.

Elettra Lamborghini, «Voilà» 3

Gli ammiccamenti si sprecano in questo tormentone danzereccio.

Ermal Meta, «Stella stellina» 6

Fusion pop mediorientale, la canzone non è del tutto convincente ma salviamo lo spirito di fondo - pacifista e antibellicista - che anima l’operazione.

Ditonellapiaga, «Che fastidio» 6.5

Una Nuntereggae più postmoderna in chiave dance. Esperimento che si conferma divertente.

Nayt, «Prima che» 4

Un rap percussivo senza un briciolo di autoironia davvero faticoso da digerire.

Arisa, «Magica favola» 6

Fiabesco, si è detto disneyiano il ritorno di Arisa al Festival. Ma soprattutto rassicurante: la sufficienza ci sta.

Sayf, «Tu mi piaci tanto» 7.5

Autobiografia della nazione oggi, bel pezzo davvero. Gli perdoniamo la furbata di far salire di nuovo la madre sul palco.

Levante, «Sei tu» 5.5

Eccesso di raffinatezza. A gusto nostro, ne avremmo messo un po’ meno.

Fedez & Masini, «Male necessario» 7

La canzone sta in piedi ed è riuscitissimo il team-up con Marco Masini. Il lavoro di ricostruzione della carriera di Fedez può dirsi completato.

Samurai Jay, «Ossessione» 3

In questo mondo impazzito, qualcuno prima o poi dovrebbe mettere i dazi sul reggaeton. E pure Samurai Jay fece salire la mamma sul palco.

Michele Bravi, «Prima o poi» 5.5

Ballata pop con un tutto armamentario di virtuosismi vocali assortiti. Da segnalare un riferimento alla guerra in Iran sul finale.

Fulminacci, «Stupida sfortuna» 7.5

Grazioso tormentone con lo sguardo rivolto al pop italiano anni Ottanta. La senti una volta e te la ricordi.

Luchè, «Labirinto» 5

Troppo abbottonato questo Luchè versione sanremese. Ci saremmo aspettati qualcosa di meno pop.

Tredici Pietro, «Uomo che cade» 5

La canzone è furbacchiona e lui tutto sommato tiene botta.

Mara Sattei, «Le cose che non sai di me» 4

Una volta si sarebbe detto pezzo sanremese. Sanremese fino alla noia.

Dargen D’Amico, «Ai Ai» 7

Uno tra i pezzi più divertenti di questa edizione, bella la performance della finale. Finisce di cantare e pronuncia la frase decisiva: «Ho i piedi sporchi, ma la coscienza pulita».

Enrico Nigiotti, «Ogni volta che non so volare» 5

Pezzo non proprio convincentissimo, buona l’interpretazione.

Maria Antonietta & Colombre, «La felicità e basta» 7.5

La felicità è l’unico punto d’arrivo possibile, qualcosa a cui tendere. Sempre. «La felicità e la pace sono un lavoro collettivo. E siamo tutti responsabili», dicono Maria Antonietta e Colombre a fine esibizione. Vaglia dare torto.

Eddie Brock, «Avvoltoi» 4

Ci autocitiamo: tentativo di ricreare in laboratorio il successo di Olly con Balorda nostalgia.

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