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Sanremo 2026, le pagelle della serata delle cover: Tredici Pietro senza voto. Viva la tromba di Sayf

Da Elettra Lamborghini a Leo Gassman: i nostri voti e giudizi a tutte le performance della quarta serata

di Francesco Prisco

Sayf con Alex Britti e Mario Biondi si esibisce alla serata delle cover di Sanremo 2025

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La serata delle cover da quando esiste è uno degli appuntamenti più attesi di ogni edizione del Festival di Sanremo. Fa storia a sé in termini di classifica, ma spesso e volentieri appassiona persino di più del concorso vero e proprio. Qui di seguito riportiamo le nostre pagelle e i giudizi a tutte le performance.

Elettra Lamborghini con le Las Ketchup, «Aserejé» 3

La Lamborghini la butta subito in caciara con una hit internazionale dei primi anni Duemila: Aserejé delle spagnole Las Ketchup. Sono in quattro ma cantano all’unisono. C’è l’imperdibile coreografia celebre quasi quanto Il ballo del qua qua che Elettra fa riprodurre tal quale al pubblico dell’Ariston. Il mondo è un grande villaggio turistico, ma ormai c’è rimasto poco da animare.

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Eddie Brock con Fabrizio Moro, «Portami via» 2

Difficile metabolizzare l’accoppiata Eddie Brock-Fabrizio Moro. L’insostenibile pesantezza di certo pop.

Mara Sattei con Mecna, «L’ultimo bacio» 4

È difficile immaginare questa canzone interpetata da altri artisti che non siano Carmen Consoli. Il mash up di Mara Sattei e Mecna, con violoncelli a portata di mano, vorrebbe essere elegante ma è sciantoso.

Patty Pravo con Timofej Andrijashenko, «Ti lascio una canzone» 5

L’idea sarebbe interessante: coreografare un classico della musica leggera italiana con i volteggi di un ballerino classico, il lettone Timofej Andrijashenko. L’esecuzione lascia a desiderare: Patty Pravo è imprecisa e l’interpretazione difetta di intensità. Peccato.

Levante con Gaia, «I maschi» 4

Due interpreti che più diverse non potrebbero essere, una scelta di canzone che non sembra felicissima. Per citare Bergman: Sussurri e grida.

Malika Ayane con Claudio Santamaria, «Mi sei scoppiato dentro il cuore» 7

Il miglior interprete della serata fino a questo punto è uno che di mestiere non fa il cantante: Claudio Santamaria. Malgrado le imprecisioni. Siccome Malika Ayane è intelligente, gli lascia campo libero. Mina sarà anche intoccabile, ma l’esperimento riesce.

Bambole di Pezza con Cristina D’Avena, «Occhi di gatto» 4

Di fondo c’è il problema di una generazione che si rifiuta di diventare adulta. I cartoni animati giapponesi anni Ottanta sono un riferimento culturale per tanti e Cristina D’Avena finisce in scaletta a Sanremo tra una cover di Mina e una citazione di Whole lotta love. Un po’ di autoironia in più, per fare certe operazioni, non guasterebbe.

Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso, «Su di noi» 9

Come si porta sul palco dell’Ariston il tema del pacifismo in maniera antiretorica? Chiedete a Dargen D’Amico: parte rappando il testo del Disertore di Boris Vian, sullo sfondo sentiamo risuonare Gam Gam che si incrocia con i ricami della tromba di Bosso e diventa amaro il ritornello cantato da Pupo. Finalmente ascoltiamo qualcosa dietro cui c’è un lavoro. Tutto si chiude con una cittazione dal Grande Dittatore di Chaplin: «Più che macchinari ci serve umanità». Bravi.

Tommaso Paradiso con gli Stadio, «L’ultima luna» 7

Per portare Dalla alla serata delle cover di Sanremo devi essere pazzo oppure molto intelligente. Tommaso Paradiso appartiene alla seconda categoria: sceglie un pezzo per intenditori e si fa accompagnare dagli Stadio, che con Lucio quel pezzo l’hanno suonato per anni. Che gli vuoi dire?

Michele Bravi con Fiorella Mannoia, «Domani è un altro giorno» 6

Poteva mai mancare un omaggio a Ornella Vanoni? Ci pensa Michele Bravi che si fa accompagnare da Fiorella Mannoia. Ne esce fuori un esercizio di stile. La cosa più difficile, nella musica come nella vita, è trovare la via della semplicità.

Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band, «Vita» s.v.

Sorpresa delle sorprese: a Sanremo Morandi canta Morandi con Morandi. Sul palco con Tredici Pietro si presenta Gianni e canta Vita, brano che ai tempi condivise con il grande Lucio Dalla. Cosa che non era annunciata da nessuna parte. Ricordiamo che già nel 2022, quando c’era in gara Gianni, proprio nella serata delle cover fu forzato il regolamento (Morandi cantò sue canzoni, non cover) e apparve un ospite a sorpresa (Jovanotti). Non commentiamo l’intererpetazione (né diamo un voto). Ci limitiamo a ricordare che questo è il Paese in cui chi tiene polvere spara.

Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas, «Il mondo» 6.5

Omaggio agli anni Sessanta italiani con questa cover di Jimmy Fontana. Quanto di più lontano uno protrebbe immaginarsi da Maria Antonietta, Colombre e Brunori, ma in fondo il risultato è divertente.

Fulminacci con Francesca Fagnani, «Parole parole» 5

Carino Fulminacci che canta Mina. Meno centrata l’interpretazione di chi ha interpretato Alberto Lupo. Uno dei problemi del giornalismo italianao è l’eccessivo protagonismo di alcuni giornalisti.

Lda & Aka 7even con Tullio De Piscopo «Andamento lento» 6.5

Ariston in piedi per la cover portata da LDA & Aka 7even che è anche un omaggio a Tullio De Piscopo nel compimento dei suoi ottant’anni. Sufficienza piena, anche per rispetto al Maestro.

Raf con i The Kolors, «The riddle» 6-

Cover di Nik Kershaw per il Grande Reduce e i suoi Piccoli Eredi. Orgoglio anni Ottanta, anche se tutto questo rullio di tamburi un po’ scoccia.

J-Ax con Ligera County Fam, «E la vita, la vita» 8

J-Ax recluta Paolo Rossi, Ale e Franz, Paolo Jannacci e ovviamente Cochi Ponzoni. Manca solo Renato Pozzetto che salutano dal palco. La Milano che ci piace o, almeno, ciò che ne rimane. Nessuno è intonato ma, certe volte, l’intonazione non conta. Conta il senso di quello che fai.

Ditonellapiaga con TonyPitony, «The lady is a tramp» 7.5

Abbiamo un rapporto complicato con TonyPitony che non è il caso di approfondire qui. Non è comunque opinabile il fatto che canti benissimo. Con Ditonellapiaga escogitano un gustoso arrangiamento dello standard swing di Rodgers & Hart, incrociato a Baciami piccina. Tutto si risolve in una parentesi strumentale che valorizza l’orchestra dell’Ariston.

Enrico Nigiotti con Alfa, «En e Xanax» 6.5

Interpretazione rispettosa dell’originale di Samuele Bersani.

Serena Brancale con Gregory Porter e Delia, «Besame mucho» 7-

La Brancale è in ottima compagnia, con Delia al piano e la voce jazz di Gregory Porter. La scelta non è originalissima - questo pezzo è stra suonato - ma l’esecuzione è impeccabile.

Sayf con Alex Britti e Mario Biondi, «Hit the road Jack» 8

Bel momento musicale, bellissimo momento televisivo: Sayf rimette in piedi i Blues Brothers con Mario Biondi alla voce, Alex Britti alla chiterra, sua madre e la madre di Dibla nelle vesti di coriste. A un certo punto gli portano una tromba e ci scappa un assolino. Della serie: quando con la musica fai quello che vuoi e ti diverti pure. Questo ragazzo si mangia il palco.

Francesco Renga con Giusy Ferreri, «Ragazzo solo, ragazza sola» 5

La canzone è Space Oddity di David Bowie nel 1970 tradotta in italiano da Mogol. Non abbiamo mai capito cosa Mogol c’entrasse con Bowie. E adesso non capiamo cosa Renga e Ferreri - tecnicamente comunque bravissimi - c’entrino con questa canzone.

Arisa con il Coro Teatro Regio di Parma, «Quello che le donne non dicono» 5.5

Arrangiare Fiorella Mannoia come il Va, pensiero è un’operazione troppo ambiziosa.

Samurai Jay con Belén Rodríguez e Roy Paci, «Baila morena» 6-

Che strano team-up ha messo in piedi Samurai Jay. Il pezzo non è il più bello tra quelli che ha scritto Zucchero, Roy Paci dispensa acuti prodigiosi mentre Belén svolge funzione ornamentale.

Sal Da Vinci con Michele Zarrillo, «Cinque giorni» 6

La canzone la conosciamo tutti. La voce di Zarrillo è come il vino: migliora con gli anni che passano. Sal Da Vinci è tecnicamente inappuntabile. Una bella furbata.

Fedez & Masini con Stjepan Hauser, «Meravigliosa creatura» 4.5

Un violoncellista alla corte di Fedez e Marco Masini: è il croato Stjepan Hauser. Insieme si cimentano con uno dei pezzi più celebri del songbook di Gianna Nannini. Esperimento che non si può dire riuscitissimo.

Ermal Meta con Dardust, «Golden hour» 4

Non si capisce dove voglia andare a parare Ermal Meta con questa cover di Jvke.

Nayt con Joan Thiele, «La canzone dell’amore perduto» 3

Il corpus di Faber è sacro. Non puoi togliere il dramma da dentro La canzone dell’amore perduto. Sacrilegio.

Luchè con Gianluca Grignani, «Falco a metà» 3

Mash up pop-rap la cui genesi resta un mistero.

Chiello con Saverio Cigarini, «Mi sono innamorato di te» 5

Il pianista classico Cigarini accompagna Chiello in questo curioso excursus nella storia della canzone d’autore italiana. E l’artista, di fronte a Luigi Tenco, si ritrova sovrastato dall’emozione.

Leo Gassmann con Aiello, «Era già tutto previsto» 6.5

A proposito di emozionarsi: anche Leo Gassmann sente molto l’omaggio a Riccardo Cocciante condiviso con Aiello. Momento intenso.

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