Insieme con Conti, Siani esordisce leggendo una fantomatica poesia dedicata a Pippo Baudo dal titolo Perché Sanremo è Sanremo. «Sanremo è Sanremo», esordisce Conti, «perché ha 76 anni di vita musica, imprevisti, polemica, ma è sempre giovane. Perché «ha 76 anni di vita ma ancora in attività: l’età pensionabile si è allungata assai», gli fa eco Siani. E Conti: «Sanremo è Sanremo perché Marco se n’è andato e non ritorna più». Siani replica: «No, quello è Bugo. Ora c’è Morgan, che se nè andato, è tornato, se n’è riandato, forse spunta di nuovo, mentre Al Bano si è incazzato». Lo scambio continua, Sanremo è Sanremo «perché una canzone dura tre minuti ma può restare per una vita», perché «una puntata dura tre ore ma può sembrare una vita», quando «il pubblico si alza è probabile che sia standing ovation», ma anche che sia «la prostata». E poi Sanremo «è l’unica città che quando la nomina non serve aggiungere altro», è l’«unica città per cui si può dire: ho fatto Sanremo, ho vinto Sanremo, è finita Sanremo». In fondo, «Sanremo è il contrario di tutto, non è una città, è una condizione permanente dell’anima».
È la notte delle cover, dicevamo, delle 30 performance dei Big votate dal pubblico con il Televoto (34%), dalla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web (33%) e dalla Giuria delle Radio (33%). La sorpresa delle sorprese è Tredici Pietro accompagnato dai genitori: Gianni e canta Vita, brano che ai tempi condivise con il grande Lucio Dalla. Cosa che non era annunciata da nessuna parte. Ricordiamo che già nel 2022, quando c’era in gara Gianni, proprio nella serata delle cover fu forzato il regolamento (Morandi cantò sue canzoni, non cover) e apparve un altro ospite a sorpresa (Jovanotti). Nel Festival 2026 è successa quasi la stessa cosa. Come un istante deja vu, ombra della gioventù. Anche Sayf si farà accompagnare dalla maamma in versione corista, ma non è esattamente la stessa cosa.
La cosa non passa inosservata. «Le regole non sono uguali per tutti». L’attore Alessandro Gassmann non le manda a dire e sui social esprime il suo dissenso per la presenza a sorpresa di Gianni Morandi. «Ah… quindi non era vero che quando un cantante è in gara a Sanremo un parente non può partecipare al festival, e sono assolutamente d’accordo, regola senza senso. Perché io sarei dovuto andare al festival per presentare Guerrieri, la serie che parte su Rai1 da lunedì 9 marzo, tratta dai meravigliosi romanzi di Gianrico Carofiglio, però mi hanno detto che non potevo perché padre di un cantante», spiega l’attore e papà di Leo Gassmann, in gara con Naturale.
Sulla polemica prova a gettare acqua Carlo Conti: «Se Alessandro avesse voluto fare il duetto con il figlio, non ci sarebbe stato nulla di male. C’è stata una scelta editoriale di non fare ospitate per lanciare fiction Rai, perché abbiamo deciso di ampliare il numero degli spot a essi dedicati. Mi dispiace che ci sia stato questo fraintendimento».
La serata delle cover, apertasi con il medley di Laura Pausini che, occhialoni da mosca e guanti da cucina, ha canta Ritorno ad amare, Immensamente e Io canto, ha conosciuto un altro momento clou con il premio alla carriera Città di Sanremo a Caterina Caselli. «Sentitevi liberi dal giudizio», dice la produttrice ex cantante. Sono passati 60 anni da Nessuno Mi Può Giudicare ma il messaggio di indipendenza vuol essere lo stesso. «Sono stata fortunata nella mia vita, ho avuto incontri importanti che mi hanno aiutato in questo percorso», dice emozionata. «Nessuno mi può giudicare ancora oggi contiene un messaggio importante, rivendica la libertà di giudizio. Grazie a tutte le persone e a tutti gli artisti da cui ho imparato qualcosa».