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Sanremo 2026, raccolta pubblicitaria a 72 milioni (+10%). Ascolti ancora giù

L’ad di Rai Pubblicità Poggi: «Compensazioni? Chi investe sul Festival ha un rapporto continuativo con la Rai». Studio Frasi: «Con 9,6 milioni di spettatori medi, resta uno straordinario evento media»

di Andrea Biondi e Francesco Prisco

Sal Da Vinci, vincitore del 76esimo Festival di Sanremo

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La raccolta pubblicitaria di Sanremo 2026 si attesta a 72 milioni, +10% sul 2025. Lo ha rivelato l’ad di Rai Pubblicità Luca Poggi nella tradizionale conferenza stampa di fine Festival. «Non era banale», commenta, «data la situazione generale, le notizie anche internazionali che tutti i giorni ci arrivano come è successo ieri. Considerando anche le Olimpiadi di Milano Cortina, stiamo parlando del più grande febbraio di sempre per Rai Pubblicità». Il rapporto rispetto ai costi di produzione è «sicuramente positivo». Nel settore pubblicitario, secondo Poggi, «se non hai fatto Sanremo, non hai fatto una parte importante. È qualcosa che non ha eguali».

Share al 68,8%

Per quanto riguarda l’Auditel, la serata finale del Festival di Sanremo 2026, quella che ha decretato la vittoria di Sal Da Vinci, ha raccolto in media su Rai 1, in termini di total audience, 11 milioni 22mila telespettatori pari al 68,8% di share. Nel 2025 il Festival aveva ottenuto nell’ultima serata una media record - sempre riferita alla total audience - di 13 milioni 427mila telespettatori pari al 73.1% di share.

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Sanremo 2026, le immagini della finale

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Nel 2024 si registrarono 14 milioni e 301mila spettatori con il 74,1% di share, nel 2023 12,2 milioni di spettatori con il 66% di share, nel 2022 13,2 milioni con il 65% di share, nel 2021 9,9 milioni con il 54,4% di share. Il dato del 68,8% di share nella media della serata finale del Festival di Sanremo è in aumento rispetto a quello della serata di venerdì, quella delle cover, quando lo share era stato del 65,6 per cento.

LA CLASSIFICA FINALE DI SANREMO 2026

Quest’anno da martedì a sabato lo share è cresciuto di 10,8 punti percentuali. Martedì, per la prima serata, gli spettatori erano stati 9 milioni e 600mila - nella media - pari al 58%; mercoledì lo share era salito al 59,5%, giovedì al 60,6%, mentre per la serata delle cover era schizzato al 65,6%. Infine, sabato, alla finale, ha registrato il 68,8 per cento.

Il nodo compensazioni per gli investitori

Adesso per Rai Pubblicità si pone un tema di compensazioni, ma Poggi allarga il discorso e lascia intendere che il problema non si porrà: «Abbiamo guadagnato affinità col pubblico fino ai 54 anni. Le audience si contano ma soprattutto si pesano. Stiamo dando agli inserzionisti qualcosa che sul mercato non c’è più. Abbiamo catturato l’attenzione dei giovani che oggi è la cosa più difficile da fare, come chiunque potrà testimoniare». Dal punto di vista commerciale, poi, «il dato dei 72 milioni va considerato su più mezzi con Raiplay che pesa oramai per il 15% e “Tra Palco e città” che ha rappresentato una voce importante del nostro fatturato». L’evento diffuso «pesa per un 8% circa. La Tv è cresciuta, il web è cresciuto, è cresciuto anche TikTok. Sono cresciuti tutti i mezzi su cui abbiamo lavorato, ma la Tv resta il nostro fiore all’occhiello». Per quanto riguarda il rapporto tra ricavi e audience - e quindi il tema compensazioni - Poggi sottolinea: «Una regola per fare inserzioni su Sanremo: avere un rapporto con Rai Pubblicità. Noi abbiamo rapporti duraturi con i nostri inserzionisti che abbracciano tutto l’anno».

Paolo Lugiato, dg di Auditel, segnala «un ascolto medio di 10,7 milioni di spettatori su Tv (68,6% di share) e 300mila su piccoli schermi (85%). Il Primafestival ha fatto 8,2 milioni di ascoltatori medi e il 40,6% di share, Sanremo Start 12 milioni di ascoltatori e il 53,4% di share. I legitimate streams sono stati 27,8 milioni per un tempo totale di 189,6 milioni. Nel 67% dei casi si è trattato di clip dei cantanti, nel 20% di puntate intere e nel 13% di clip di ospiti».

Per il direttore Intrattenimento prime time di Rai Williams Di Liberatore, «i risultati sono testimonianza di un Festival sano, cresciuto puntata dopo puntata, contrariamente a quello che di solito succede. Stiamo parlando di un evento di tale magnitudo che non ha analogie in Europa. Parliamo di dati esorbitanti. Più che di confronto parlerei di valore. Abbiamo un festival che continua a essere giovane con l’80% del pubblico nella fascia d’età 14-24 anni. Notevole la cura della parte show. Il Festival è poi florido nella parte musicale, grazie alla collaborazione con le case discografiche».

Sanremo 2027, «un team per la scelta delle canzoni»

Quanto alla gestione di Stefano De Martino, che da Sanremo 2027 sarà affiancato come consulente musicale da Fabrizio Ferraguzzo, manager dei Maneskin e produttore, c’è il rischio di conflitto d’interessi rispetto Di Liberatone sottolinea: «Stiamo lavorando a costruire un team per la scelta delle canzoni. Di sicuro non lasceremo le decisioni sul cast soltanto a una persona». Al momento, però, non sono stati ancora individuati i membri di questo team.

Ascolti: top o flop?

Ma quindi in definitiva che giudizio dare dal punto di vista televisivo, degli ascolti? Successo, come ha voluto far intendere la Rai in questi giorni o flop? Francesco Siliato, media analyst dello Studio Frasi, sul punto non ha dubbi: «Una trasmissione televisiva che viene seguita da una media di 9,6 milioni di persone per 27 ore e mezzo, non è solo un successo, è uno straordinario evento media. Un evento resiliente che produce da decenni ascolti simili. Non vi è altro, e non solo in Italia, di altrettanto nazional popolare e duraturo. Gli eventi sportivi più eclatanti hanno ascolti simili, ma si esauriscono in un paio d’ore».

Siliato: «Un successo ma persi ascolti»

Detto questo, va rilevato che questa edizione ha prodotto ascolti più bassi delle edizioni immediatamente precedenti. Rispetto allo scorso anno la media della fascia Sanremo, che va dalla fine del Tg1 alle due della notte, tra Prima Festival; Sanremo Start; Festival e Dopofestival, registra - secondo le elaborazioni dello Studio Frasi su dati Auditel - un calo di 1,7 milioni che diventano -1,8, considerando la perdita di 98mila spettatori da small screen. «Ragionare su queste perdite - sottolinea Siliato - significa inoltrarsi sul lento declino della tv tradizionale e, rispetto al Festival sulla sua capacità di attirare su di sé l’attenzione del non pubblico televisivo, cosa quest’anno riuscita meno bene dello scorso anno».

A ogni modo, come segnalano i dati dello Studio Frasi il Totale Tv della fascia Sanremo di cinque ore e mezzo è inferiore di 1,3 milioni rispetto alle cinque serate del 2025. Nella media delle tre settimane precedenti il Totale Tv ha registrato la presenza di 13,3 milioni di persone: un valore quindi più alto che suggerisce come le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 siano state in grado di catturare più attenzione del Festival e, forse, di aver saturato la possibilità di restare telespettatrici e telespettatori a parte dei più giovani e meno abitudinari consumatori di televisione.

Il falso mito sul boom dello share

Un ultimo indicatore per valutare l’appeal di un programma è fornito dallo share, percentuale che varia al variare del totale tv che ne costituisce la base 100. Sul punto però Siliato mette in guardia: «Non è bene confrontare programmi che si svolgono in periodi o fasce orarie diverse, in alcun modo è poi lecito confrontare share di anni successivi al 2022 con quelli di anni precedenti. Nel 2022 Auditel ha infatti modificato la base di calcolo, il totale tv, sul quale calcolare lo share; inoltre nel frattempo è stata introdotta la total audience, ovvero la visione da small screen. Sostenere che il 62,8% di share di quest’anno è migliore di quelli di tutti gli anni ad eccezion del 1987, 1995, 1990 e 1988 non è affatto corretto».

Se invece si volesse confrontare gli share di quest’anno con quelli degli anni precedenti al 2022, bisogna elaborare i totali diversamente e Auditel, pensandone la necessità, ne dà la possibilità. Lo Studio Frasi ha rielaborato uno share confrontabile: «Quello di questa 76ma edizione è del 58% - puntualizza Siliato - ed è comunque un ottimo risultato. È però sul totale ascolto che si nota la differenza con gli anni precedenti, con un audience confrontabile di 9,8milioni medi questa edizione occupa la 32ma posizione sulle 40 disputate nell’era Auditel».

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