Quanto valgono le promesse mancate di Apple sull’Ai?
di Alessandro Longo
4' di lettura
4' di lettura
La serata delle cover è un po’ come «l’argomento a piacere» dell’esame di maturità. Una grande opportunità (anche se quest’anno non pesa nella classifica finale), ma anche un potenziale rischio. Il meglio e il peggio delle 26 esibizioni della serata delle cover nelle pagelle e nei giudizi di Francesco Prisco.
Lei precisissima (la canzone di Battisti, evidentemente, le piace molto), lui arrabbiato e dadaista. Il mix funzionerebbe anche, ma c’è un carico eccessivo di improvvisazione da parte dell’ospite che fa a cazzotti con quello che è uno standard quasi inviolabile della musica leggera italiana. Peccato.
Se indossi un capo di 40 anni fa, sei classico. Se lo indossi di 20 anni fa, sei fuori moda. E se ti chiami Modà, la cosa rappresenta un problema.
Prendi quel capolavoro di semplicità che Paul Simon scrisse, lo armonizzi a quattro voci e lo imbottisci di acuti. E sai perché? Perché non l’hai capito: la canzone si chiama The Sound of Silence e tu gridi come Figaro qua, Figaro là.
Omaggio ar Califfo, coerente cor Califfo. Ahò. E il primo team-up tra due concorrenti della serata cover può dirsi riuscito.