I Patrioti a Milano

Salvini: stop a green deal e patto di stabilità, torniamo a comprare gas e petrolio dalla Russia

In piazza Duomo a Milano la manifestazione dei partiti sovranisti europei organizzata dalla Lega

di Andrea Gagliardi

Matteo Salvini alla Manifestazione Senza paura - in Europa padroni a casa nostra, organizzata da movimenti sovranisti ,    Milano (Italy) April 18, 2026 (Photo Claudio Furlan/LaPresse)

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Sospendere le regole del Patto di stabilità che «stanno bloccando la nostra economia» e quel «mostro ideologico chiamato Green Deal». Fare come gli Usa «che hanno sospeso le sanzioni al petrolio russo». Tornare «all’energia nucleare». Dare la «precedenza all’immigrazione da Paesi vicini per cultura e valori» per una «vera integrazione». Ma anche “remigrazione” e “permesso soggiorno a punti”. Investire nella «pace e nella diplomazia invece che in armi e sanzioni», dicendo «no all’esercito europeo voluto da Macron e dai suoi simili». Sono le ricette declamate dal leader della Lega Matteo Salvini sul palco a conclusione della manifestazione dei Patrioti per l’Europa (”Senza paura, padroni a casa nostra”) organizzata dalla Lega insieme agli alleati sovranisti al parlamento a piazza Duomo a Milano, non piena come il Carroccio aveva sperato.

Una manifestazione pacifica, con famiglie e molti giovani in piazza, che però ha diviso il centrodestra. Con Forza Italia che in mattinata ha organizzato un sit-in (”benedetto” da Letizia Moratti e dalla capogruppo al Senato di Fi Stefania Craxi) per dare voce alle seconde generazioni di immigrati e rivendicare i valori dell’integrazione. Direzione opposta quindi rispetto alla remigrazione evocata dalla Lega.

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Salvini: dopo referendum ancora più determinati su riforme, anche giustizia

Salvini ha iniziato contrattaccando. Lo ha fatto rilanciando, malgrado la vittoria del no al referendum, una «necessaria riforma della giustizia a partire dalla responsabilità civile dei magistrati che, come tutti gli altri lavoratori, se sbagliano devono pagare le conseguenze dei loro errori».

Come gli Usa, torniamo a comprare petrolio e gas da Russia

Ma il discorso si è spostato poi rapidamente sulla crisi energetica che attanaglia l’Europa e non solo. E il leader della Lega ha subito ricordato che gli «Usa in queste ore hanno sospeso fino al prossimo 16 maggio le sanzioni che bloccavano il commercio e l’acquisto di petrolio russo. Non l’ha fatto uno staterello dell’ex Unione Sovietica ma la più grande democrazia mondiale». E se lo fa Washington «dico che lo devono fare anche a Bruxelles». Di qui la sferzata: «piuttosto che chiudere fabbriche, scuole e ospedali torniamo a prendere gas e petrolio da tutto il mondo, Russia compresa, visto che non siamo in guerra contro la Russia». Salvini quindi accelera, visto che finora aveva subordinato questa opzione alla fine della guerra in Ucraina. Per Salvini del resto le misure alle quali la Commissione Ue sta lavorando per contrastare lo shock energetico provocato dalla guerra in Iran portano un “a un nuovo lockdown”. E vanno respinta a mittente. «La Commissione europea e il Fondo Monetario Internazionale, guidato da marziani, sono un’accoppiata malefica» aggiunge. Mentre sono derubricate a «vicende personali e momentanee» gli attacchi di Donald Trump a Giorgia Meloni e al Papa (non citati peraltro espressamente). Vicende che non comprometteranno «i buoni rapporti tra Italia e Usa» che «resteranno fondamentali».

Dare precedenza a chi arriva da Paesi vicini per cultura

Nel mirino «fanatismo islamico e immigrazione clandestina». I Patrioti, ha scandito Salvini «vogliono difendere la nostra identità solidale e cristiana». Di qui l’opzione di «dare precedenza a un’immigrazione da Paesi vicini a noi per cultura e valori, per garantire integrazione vera e non il caos che serve alla sinistra globalista per pagare di meno gli operai nelle fabbriche».

Permesso soggiorno a punti, se fai errori torni a casa

Il leader della Lega ha usato anche la parola “remigrazione”, che pure non piace a molti dirigenti di peso della Lega ed è stata non a caso espunta dalla parole d’ordine della manifestazione. Anche perché finora è stata appannaggio della destra dura e pura futurista di Vannacci. Salvini l’ha citata però per chiarire che «non vuol dire mandare via chiunque incontri per strada, ma che il permesso di soggiorno e la cittadinanza sono un atto di fiducia. Ti garantiamo bonus e sanità gratuita, se però commetti degli errori, come per la patente a punti, anche il permesso soggiorno a punti: dopo alcuni errori torni a casa tua».

Assente Orban, sul palco Wilders e Bardella

Victor Orban, leader di Fidesz reduce dalla pesante sconfitta alle elezioni politiche in Ungheria, dopo 16 anni di governo incontrastato, non è in piazza né ha inviato messaggi. Ma a lui Salvini ha inviato un abbraccio e un ringraziamento per aver «difeso i confini e combattuto contro i trafficanti di uomini e di armi». Ci sono invece tra gli altri Geert Wilders (leader del PVV nei Paesi Bassi) che ha arringato la folla dicendo che «l’Italia è un paese cristiano e non diventerà mai un paese islamico. Niente più Eurabia». E c’è e Jordan Bardella (presidente del Rassemblement National francese), che ha assicurato: «La nostra vittoria alle prossime presidenziali è vicina. Ci stiamo preparando a dire “addio Macron”»

Tensioni tra antagonisti e forze dell’ordine

Da registrare momenti di tensione tra antagonisti e forze dell’ordine durante il corteo dei centri sociali contro il raduno dei patrioti europei, organizzato dalla Lega. In via Borgogna le forze dell’ordine hanno usato idranti contro i manifestanti, mentre gli antagonisti lanciavano petardi, fumogeni, bottiglie contro gli agenti, nel tentativo di forzare il blocco e arrivare in piazza Duomo. Il corteo è poi arretrato e ha ripreso il percorso stabilito.

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