Salva casa in Gazzetta, in vigore le nuove sanatorie
La legge Salva casa introduce importanti novità sulle sanatorie edilizie, estendendo la possibilità di regolarizzare difformità e offrendo sconti sulle sanzioni
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Verificare i certificati di agibilità. Controllare la data dei titoli edilizi che hanno autorizzato la realizzazione del nostro immobile. Analizzare l’allineamento con normative edilizie del passato e urbanistiche di oggi. Il giorno chiave, insomma, è finalmente arrivato. La legge 105 di conversione del decreto Salva casa (il 69/2024) è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.
Vuol dire che, dopo giorni di attesa, diventa finalmente possibile sfruttare tutte le novità introdotte in fase di conversione. Il provvedimento entra in vigore domenica 28 luglio. Sarà dunque possibile andare in Comune (se necessario) per sfruttare le sei sanatorie introdotte dalla versione definitiva del provvedimento.
La sanatoria base (quella per le piccole difformità) era già presente nel testo in vigore dalla fine di maggio. Con la conversione arrivano, però, alcune novità importanti. La prima è che la possibilità di sanare le difformità viene estesa anche alle variazioni essenziali, cioè interventi più incisivi, come gli aumenti di cubatura. Sempre, però, che ci sia la compatibilità con la doppia conformità semplificata. La seconda è che arriva un importante sconto sulle sanzioni massime che potranno essere applicate. Si passa da oltre 30mila a poco più di 10mila euro. I due terzi in meno.
A queste sanatorie (per piccole difformità e variazioni essenziali) ne vengono aggiunte altre due: una per le varianti ante 1977 e l’altra per le irregolarità non contestate dai Comuni in fase di rilascio del certificato di agibilità. Si tratta di due strade molto vantaggiose, perché prescindono dalla verifica della doppia conformità. Per la prima, la data da tenere a mente è quella del 30 gennaio 1977. Tutti i titoli depositati prima di quel termine potranno accedere alla regolarizzazione, se c’è un disallineamento tra progetti depositati in Comune e realtà del cantiere.
Alla richiesta di permesso in sanatoria - quando sarà necessario recarsi in Comune - si applicherà il silenzio assenso (con un termine di 45 giorni). Entro questo limite «il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale si pronuncia con provvedimento motivato». Decorso questo termine, «la richiesta si intende accolta». Probabile, allora, che sulle amministrazioni locali, soprattutto da settembre, parta un forte pressing per le richieste di sanatoria.

