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Salva casa: altezze e superfici ridotte, via libera alle mini abitazioni

Nuove regole per l'abitabilità: altezze e superfici ridotte per le mini abitazioni

di Giuseppe Latour

3' di lettura

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Abitabili le case con un’altezza di 2,40 metri e con una superficie di 28 metri quadri per due persone e di 20 metri quadri per una. In attesa del Salva Milano, la modifica che dovrebbe chiarire il regime da applicare alle operazioni di riqualificazione urbana mettendo un punto alle inchieste della procura del capoluogo lombardo, è arrivata nella serata di ieri una delle novità più attese (e subito contestate) alla legge di conversione del decreto Salva casa (Dl n. 69/2024, relatori Dario Iaia, Fratelli d’Italia, ed Erica Mazzetti, Forza Italia).

Come auspicato nelle scorse settimane dal leader della Lega, Matteo Salvini cambiano i paletti che consentono di stabilire se un’abitazione risponde ai requisiti igienico sanitari: viene superata, in parte, una norma datata 1975.

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Non arriva, come chiesto da molti, una riforma organica dei requisiti per l’abitabilità, ma viene invece previsto che il progettista responsabile dell’intervento potrà asseverare la conformità del suo elaborato alle norme igienico sanitarie in una serie di casi, che fanno eccezione rispetto alle regole generali. Vengono, così, ammessi i locali con un’altezza minima inferiore ai 2,70 metri oggi previsti dalla legge. Si potrà arrivare fino al limite massimo di 2,40 metri.

Non solo. I monolocali potranno scendere sotto la quota attuale (28 metri quadrati), fermandosi a 20 metri quadri, mentre i bilocali potranno passare dagli attuali 38 metri quadri a 28 metri quadri. Queste eccezioni saranno condizionate a interventi di recupero che portino al miglioramento delle caratteristiche igienico sanitarie dell’immobile o a un progetto di ristrutturazione che migliori le condizioni igienico-sanitarie dell’alloggio, ad esempio ottimizzando la ventilazione e i riscontri d’aria.

La modifica guarda, comunque, a una revisione strutturale dei requisiti di abitabilità. E punta nella direzione indicata dalle imprese e dai progettisti: per loro i requisiti del 1975 sono ormai anacronistici e poco si conciliano con la necessità di riutilizzare gli spazi delle città. Dalla capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga arrivano invece critiche: «Salvini sdogana la “casetta dei setti nani” e decide di ridurre le dimensioni minime per l’abitabilità dei monolocali a 20 metri quadri. E intanto riduce anche l’altezza minima dei locali abitabili. Una scelta scellerata che aprirà la strada ad alloggi sempre meno vivibili e sempre più costosi».

Altro pezzo rilevante della giornata di ieri ha riguardato i cambi di destinazione d’uso, che vengono ulteriormente semplificati. È stato, anzitutto, chiarito che saranno considerati cambi di destinazione senza opere quelli che comprendono attività in edilizia libera. Inoltre, i cambi saranno sempre ammessi sia “con” che senza opere (la prima versione del testo parlava, invece, solo di cambiamenti senza opere). Si apre, poi, la porta ai cambi di destinazione di primi piani e seminterrati: gli strumenti urbanistici potranno ammetterli, nei casi in cui siano consentiti dalla legislazione regionale. Anche qui arrivano critiche dal Pd, che parla di «totale deregulation dei cambi di destinazione d’uso».

Approvata anche una norma che introduce disposizioni a favore delle zone devastate dalla catastrofe del Vajont del 9 ottobre 1963. E completa il quadro una semplificazione sui sottotetti: il loro recupero sarà consentito anche quando non sia possibile mantenere il rispetto delle distanze minime tra edifici e dei confini. Mancano pochi tasselli, a questo punto, per completare il passaggio alla Camera.

Chiusi i lavori in commissione Ambiente, nella giornata di oggi, si passerà all’Aula, a partire da domani. La prossima settimana ci sarà il Senato, a pochi giorni dalla scadenza prevista per la conversione, il prossimo 28 luglio. «Conto che entro le prossime ore si approvino gli ultimi emendamenti del Salva casa, che arrivi in Aula entro questa settimana e che, quindi, venga convertito definitivamente in legge entro la pausa estiva». Così il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini .

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