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Salone del Mobile al via, l’allarme delle imprese per i dazi di Trump

Oltre 2.100 imprese a Fiera Milano in attesa di visitatori da 150 Paesi

di Giovanna Mancini

Giuseppe Sala Sindaco di Milano, Attilio Fontana Presidente della Regione Lombardia, Claudio Feltrin Presidente Federlegno,  Adolfo Urso Ministro, Maria Porro Presidente del Salone del Mobile. (Imagoeconomica)

3' di lettura

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«Siamo qui a fare il nostro lavoro, sederci al tavolo per firmare contratti con tutto il mondo. La nostra filiera esporta più del 50% della produzione e gli Stati Uniti sono la seconda destinazione per i nostri prodotti, quindi i dazi rappresentano un problema per noi», Maria Porro, presidente del Salone del Mobile di Milano, ma anche di Assarredo, non nasconde la proccupazione delle aziende per l’incertezza generata dalle misure annunciate dal presidente Trump.

L’ombra dei dazi sul Salone

Un’incertezza che offusca in parte la festa per l’inaugurazione, proprio oggi, del Salone del Mobile di Milano, che resterà in Fiera Milano a Rho fino a domenica 13 aprile, con 2.103 imprenditori da 37 Paesi. «Le aziende hanno bisogno nell’immediato di sostegno finanziario. Nel medio e lungo termine, certo lavoreremo per diversificare ulteriormente e consolidare i nostri mercati di riferimento, a cominciare dal Medio Oriente e siamo qui al Salone per questo. Ma oggi, nell’immediato, le imprese davvero hanno bisogno di sostegno, soprattutto quelle che hanno investito tanto negli Stati Uniti negli ultimi anni».

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La ripresa di gennaio: produzione +7,8%

La doccia fredda dei dazi, come l’ha definita il presidente di FederlegnoArredo Claudio Feltrin, mette in discussione anche quel sentiment di ripresa con cui si era aperto l’anno: un +7,8% della produzione che aveva fatto ben sperare le imprese dell’arredamento dopo un 2024 chiusosi, per la filiera, con un calo del fatturato del 2,9% (a 51,7 miliardi di euro) e del 2,3% per il solo settore arredamento (27,5 miliardi di fatturato).

Anche le esportazioni del mobile, sempre a gennaio, sono tornate positive (+4%), con il recupero dei Paesi Ue (+5,9%), ma anche del Regno Unito (+8,1%) e del Mercosur (+39,9%), mentre sono in flessione Stati Uniti (-2,7%) e Cina (-1,7%).

E se le imprese presenti al Salone guardano a tutto il mondo (sono attesi visitatori professionali da 150 Paesi), a questo obiettivo ha lavorato il Salone stesso assieme a Ice agenzia, come ha ricordato il responsabile della Direzione centrale per i settori dell’export, Maurizio Forte: «In questi giorni arriveranno in fiera 150 buyer selezionati e quasi 200 giornalisti, da 50 Paesi, oltre la metà, con 27 delegazioni, arriva da mercati emergenti di Asia e Africa, a conferma della grande attenzione verso queste mete».

L’intervento di Urso

All’inaugurazione è intervenuto anche il ministro per le Imprese e il made in Italy, Adolfo Urso, che ovviamente ha affrontato il tema dazi: «Il Salone del Mobile è un evento straordinario, in cui si manifesta a pieno la capacità del made in Italy e dello stare nel mondo. Vi porto un messaggio da parte di Giorgia Meloni, rimasta a Roma per preparare un confronto con le imprese, nel primo pomeriggio. Io stesso riparto per Roma per partecipare al confronto e per realizzare insieme, in modo condiviso, la nostra risposta sul piano europeo e internazionale a quanto sta accadendo e di cui la Borsa di Milano è testimone e coinvolta».

Anche la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha auspicato una reazione dell’Europa ai dazi introdotti dall’amministrazione Trump. Nel corso di un messaggio inviato per l’inaugurazione del Salone del Mobile, ha dichiarato: «è un periodo complesso di sfide che richiedono una risposta forte e coesa dell’Europa». Ha quindi aggiunto: «siamo dalla parte delle imprese, sostenendo la crescita, l’internazionalizzazione e la transizione ecologica. Nel percorso - ha aggiunto - nessuno deve essere lasciato indietro: l’internazionalizzazione e la sostenibilità dovranno essere le chiavi per affrontare le sfide tecnologiche».

Metsola ha definito il Salone del Mobile «eccellenza europea e italiana da oltre 60 anni, vetrina del saper fare», che vanta un ruolo centrale in Europa e nella competitività globale.


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