Al via oggi il Salone del Mobile. A Milano attese 800mila persone
In Fiera oltre 2.100 imprese da 37 Paesi. In città mille eventi e un indotto sul terriotrio stimato in 278 milioni di euro
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Nonostante lo spettro dei dazi americani che aleggia sulla 63esima edizione del Salone del Mobile di Milano (che inaugura l’8 aprile alla presenza delle autorità locali e del ministro delle Imprese del made in Italy Adolfo Urso), la città è già in festa, come ogni anno e forse di più. In Fiera Milano a Rho esporranno fino a domenica oltre 2.100 imprese dell’arredo e dell’illuminazione, in arrivo da 37 Paesi e un numero di visitatori che potrebbe avvicinarsi a quello dello scorso anno (oltre 370mila ingressi).
Diversificare i mercati
Più che i numeri tuttavia, come ha ripetuto più volte la presidente del Salone, Maria Porro, quello che interessa alle aziende è soprattutto «la qualità» dei buyer in arrivo. La qualità e la provenienza: in tempi di incertezza geopolitica, le imprese devono cercare di diversificare il più possibile i mercati. Si guarda al Medio Oriente, soprattutto, come ricorda il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin, in particolare agli Emirati Arabi Uniti e all’Arabia Saudita, che lo scorso anno hanno registrato crescite a doppia cifra. Ma anche all’India e al Sud America.
Le attese
Le attese delle imprese, sia quelle che espongono in fiera, sia quelle che espongono in città, nei propri showroom, sono elevate.
Ed è elevata l’attesa di Milano stessa, da ieri vetrina di un migliaio di eventi legati al design. Secondo la Confcommercio di Milano, l’indotto per il territorio portato dal Salone del Mobile e dal Fuorisalone in una settimana sarà di circa 278 milioni di euro, per il 73% generato dalla spesa turistica degli stranieri. «È difficile fare previsioni, ma ci aspettiamo per questa settimana 800mila arrivi in città e questo rende l’idea di quanto Milano sarà animata e convulsa - ha detto ieri il sindaco Giuseppe Sala -. Si tratta di un grande impegno per la città, ma è anche un segnale positivo e di tenuta dell’economia in un momento non facile a livello globale».
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