Design

Salone del Mobile, successo oltre le attese: visitatori sopra quota 300mila

L’elevata affluenza dei primi giorni della fiera ha cancellato i timori di un calo a causa della guerra: domenica i dati ufficiali dopo l’apertura al grande pubblico

di Giovanna Mancini

Aggiornato il 26 aprile alle ore 13.00

 (Photo Claudio Furlan/LaPresse) LAPRESSE

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E pensare che, qualche settimana dopo l’inizio della guerra in Iran, qualcuno aveva iniziato persino a parlare dell’ipotesi di uno slittamento o cancellazione del Salone del Mobile. Voci senza alcun fondamento e subito smentite, ovviamente. Ma anche i timori di un Salone sottotono per la possibile assenza o flessione di visitatori dal Medio Oriente e dall’Asia sono stati rapidamente smentiti.

I numeri ufficiali saranno comunicati dagli organizzatori solo domenica pomeriggio, tenendo conto anche dell’afflusso di visitatori non professionali che nel fine settimana, tradizionalmente, affollano gli stand di Fiera Milano a Rho. Ma incrociando i dati e le stime dei pernottamenti, degli scali e dei trasporti urbani - oltre che le sensazioni positive degli imprenditori presenti alla manifestazione - è probabile che gli ingressi si attesteranno sopra le 300mila unità, oltre i risultati dello scorso anno (302mila visitatori),a nche se il vero confronto sarà quello con il 2024, ovvero dell’ultima edizione che ha ospitato le biennali dedicate a cucine e bagni, tradizionalmente le più attrattive nei confronti di buyer e pubblico.

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Visitatori oltre le attese

In ogni caso, come osservano i tanti espositori con cui abbiamo parlato in questi giorni, si tratta di un ottimo risultato, superiore alle attese di una vigilia in cui i timori della guerra e delle sue conseguenze anche sul trasporto aereo e sui costi dei voli riguardavano non solo i Paesi del medio Oriente più direttamente coinvolti (come Qatar, Emirati Arabi Uniti e Kuwait), ma anche l’Asia e altre destinazioni lontane.

E invece i padiglioni e i corridoi di Rho in questi giorni erano pieni di operatori professionali, così come lo erano le strade di Milano, i negozi delle aziende di arredamento e gli eventi organizzati dal Fuorisalone.

Ecosistema design

Quell’«Ecosistema» del design italiano (come è stato intitolato il Report promosso dal Salone del Mobile in collaborazione con il Politecnico di Milano) che genera ogni anno, in una sola settimana, un indotto sul territorio che la Confcommercio stima quest’anno attorno ai 255 milioni di euro, ma che durante tutto l’anno genera valore e conoscenza sul territorio.

Motore di questo ecosistema, il Salone si è confermato anche in quest’anno difficilissimo per la stabilità politica ed economica mondiale, un punto di riferimento imprescindibile per le aziende e i professionisti della filiera legno-arredo e del design.

Una «infrastruttura economica e culturale», come l’ha definita la sua presidente Maria Porro, capace di intercettare e interpretare i cambiamenti del mercato e di evolvere per fornire alle imprese gli strumenti necessari per affrontare questi cambiamenti.

Le novità del Salone 2026

Lo dimostrano le novità presentate quest’anno al format della fiera, con il lancio di Salone Raritas - che ospita gallerie , collezioni speciali, edizioni limitate e pezzi unici, guardando quindi al mondo anche dell’arte - e del Salone Contract che farà il suo debutto il prossimo anno, rivolto a quel segmento del mercato (i grandi progetti) che più di ogni altro sta sostenendo la crescita e le competitività dell’industria italiana del mobile.

Proprio queste innovazioni potrebbero convincere alcuni grandi brand dell’arredo - negli ultimi anni usciti dal Salone per concentrare le presentazioni all’interno dei propri showroom in città - a rientrare in fiera, beneficiando di una formula nuova e più specifica, mirata.

Un modo per fare sistema per davvero e arginare la frammentazione che caratterizza questo settore come tanti altri della manifattura italiana e che, di fronte alle grandi crisi e alle enormi sfide che pone il mondo, non sono più sostenibili per l’economia del nostro Paese.

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