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Roma, il Cinema Europa rinasce: partnership tra Netflix e Csc per un nuovo polo dell’audiovisivo

Il Cinema Europa riapre le porte grazie all’accordo tra la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia e Netflix grazie a una sponsorship, da parte del big dello streaming, di 4 milioni per un’intesa di 5 anni

di Andrea Biondi

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Centoventi anni dopo la prima proiezione pubblica di “La presa di Roma” di Filoteo Alberini, il Cinema Europa di Roma torna a illuminarsi. Non solo una riapertura, ma un segnale forte: il passato del cinema italiano incontra il futuro dell’audiovisivo globale. La Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia (Csc) e Netflix hanno annunciato una partnership che ridà vita a una sala storica e, insieme, lancia un nuovo polo culturale nel cuore della Capitale.

Il Cinema Europa, segnato da anni di silenzio post-pandemico, diventerà presto uno spazio aperto alla formazione, alla ricerca e alla valorizzazione del patrimonio cinematografico nazionale. Il Csc curerà la gestione e la programmazione della sala, che sarà anche la prima del Centro entro le mura cittadine. Un luogo di incontro per studenti, autori e spettatori: un tassello concreto nel progetto di rilancio della scuola e della Cineteca Nazionale.

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Netflix, partner del progetto con una sponsorship di 4 milioni di euro per un’intesa di 5 anni, sosterrà parte dei costi di ristrutturazione e gestione dei locali (di proprietà dell’Inps e finora sotto la gestione di De Laurentiis con la società Olimpia 80), ma anche diverse attività culturali e formative. Non una sponsorizzazione di facciata, assicurano: la piattaforma parteciperà alla costruzione di un “laboratorio” dove esperienze e linguaggi diversi potranno contaminarsi. Nessuna deriva commerciale, piuttosto un modo per far convivere memoria e innovazione. Indicativamente la riapertura dovrebbe avvenire fra un anno: tempi necessari per avere permessi e ottemperare alle prescrizioni del Codice degli appalti (condizione necessaria per il Centro Sperimentale di Cinematografia).

L’annuncio è arrivato in una conferenza stampa aperta da un videomessaggio del ministro della Cultura Alessandro Giuli, con la presenza della presidente del CSC Gabriella Buontempo e del co-ceo di Netflix, Ted Sarandos. «Questa intesa - ha detto il ministro Giuli - rappresenta un’esempio concreto della riuscita della collaborazione fra pubblico e privato. Il ministero guarda con favore a iniziative come questa in grado di unire formazione, industria e creatività». Netflix dal canto suo, aggiunge Giuli «ha mostrato sensibilità e attenzione per l’Italia».

Buontempo ha evidenziato come in questa operazione ci sia la creazione di «un polo culturale sia di Formazione che di valorizzazione del patrimonio cinematografico. Una sinergia artistica con Netflix, a cui siamo grati». Il co-ceo del big dello streaming ha dal canto suo sottolineato come questa iniziativa rappresenti «il nostro costante impegno verso l’industria audiovisiva locale e la nostra volontà di garantire che la magia del racconto per immagini italiano continui ad affascinare il pubblico per le generazioni a venire».

Una presenza, quella di Sarandos, coincidente con il decimo anniversario di Netflix in Italia, dove il big dello streaming rivendica, per bocca del suo co-ceo, di aver lanciato oltre 1.000 titoli italiani (fra originali e in licenza) dal 2015 con investimenti che dal 2021 al 2024 hanno generato oltre 1,1 miliardi di euro di valore aggiunto sull’economia italiana.

L’apertura dei Cinema Europa a Roma segue di qualche giorno l’annuncio della riapertura del Teatro Eliseo, sempre a Roma, chiuso dal 2020 e che per un anno ospiterà le attività della “Immersive Disney Animation”. Un derby Netflix-Disney che, ad ora, sta facendo felici i cinema romani, vittima dei tempi e della pandemia.

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