Risorse Umane nel manifatturiero italiano: come integrare al meglio colletti bianchi e blu
Soluzioni operative per superare le differenze tra personale produttivo e impiegatizio e valorizzare il contributo di tutti
di Luca Brambilla* e Marco Colombo**
4' di lettura
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Nonostante le difficoltà che sta attraversando in termini di produttività e valore aggiunto, l’Italia si colloca come l’ottava economia manifatturiera mondiale, seconda in Europa, con un impatto del 15% sul Pil interno.
Proprio per la peculiarità di questa vocazione industriale nazionale, le aziende manifatturiere meritano un’analisi più profonda e differenziata in termini di strategie gestionali e organizzative rispetto a quelle che caratterizzano, per esempio, il mondo dei servizi.
Il ruolo delle HR
Chi ricopre la funzione di Responsabile delle Risorse Umane nel settore manifatturiero sa bene che le dinamiche interne alla produzione sono spesso lontane da quelle che caratterizzano altri ambiti. L’HR di un’azienda manifatturiera e di un’azienda di servizi occupano lo stesso ruolo, ma svolgono in realtà un mestiere diverso.
Queste differenze vengono spesso trascurate da chi studia le teorie legate alla leadership, che non di rado tendono a sottostimare le problematiche peculiari del mondo manifatturiero. Ciò è vero soprattutto riguardo alle medie imprese, dove le dimensioni non eccessivamente grandi implicano ancora una convivenza piuttosto stretta tra personale produttivo e non.
Come affrontare, e risolvere, questa complessità? Con questo articolo proviamo a focalizzarci su alcune delle caratteristiche specifiche di questo settore e a suggerire alcuni spunti operativi.








