L’ok di Bruxelles al decreto Fer2

Rinnovabili, in arrivo nuovi incentivi: ecco quale potrebbe essere l’impatto sulla bolletta

I riverberi non saranno nell’immediato ma a partire dal 2029: gli effetti concreti si potranno valutare solo quando la misura sarà dispiegata e saranno evidenti i prezzi di mercato ai quali sono agganciati i contratti con i quali sono erogati gli aiuti

di Celestina Dominelli

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3' di lettura

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La Commissione Europea ha approvato nei giorni scorsi il nuovo decreto Fer2 che incentiva la realizzazione di impianti di produzione di fonti rinnovabili non pienamente mature o con costi elevati di esercizio. Ma l’ok ha sollevato un immediato polverone collegato al costo, quantificato dalla stessa Bruxelles in 35,3 miliardi di euro, degli incentivi destinati a questo tipo di tecnologie, a cominciare dall’eolico offshore (al quale è destinato il grosso delle risorse previste dal provvedimento). È bene quindi fare un po’ di chiarezza sull’impatto atteso sulle nostre bollette che arriverà comunque non in tempi rapidi ma solo quando il decreto comincerà a dispiegare i suoi effetti, non prima cioè del 2029.

Il costo delle rinnovabili incluso negli oneri di sistema

Partiamo ricordando innanzitutto che il riverbero sulle bollette collegato a meccanismi incentivanti delle rinnovabili non è una novità. E questo perché le nostre bollette già includono i costi di meccanismi esistenti, alcuni dei quali peraltro andranno a scadenza nei prossimi anni trattandosi di incentivi messi in campo ormai da tempo e arrivati praticamente a fine vita. Questi incentivi vengono pagati in bolletta attraverso gli oneri generali di sistema - e, in particolare, dalla componente Asos - attraverso cui vengono finanziati i costi per attività di interesse generale per il sistema elettrico nazionale.

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Quali fonti saranno incentivate

Venendo al nuovo decreto, dunque, è necessario innanzitutto chiarire che quella soglia, indicata da Bruxelles, rappresenta un’asticella massima anche perché il reale costo da sostenere per finanziare quegli incentivi varierà a seconda dei futuri prezzi dell’energia. Perchè? La risposta va ricercata nello stesso meccanismo con cui saranno remunerate le fonti green elencate nel decreto che sono, oltre all’eolico offshore, il fotovoltaico galleggiante e il solare termodinamico, ma anche gli impianti alimentati da energia maremotrice, dal moto ondoso e da altre forme di energia marina, come pure biomasse e biogas.

Come saranno erogati gli aiuti agli operatori

L’aiuto previsto dal Dl sarà erogato tramite un contratto bidirezionale per differenza per ogni kilowattora di energia elettrica prodotta e immessa in rete e sarà assicurato per una durata pari alla vita utile delle centrali (25 anni, per esempio, per gli impianti eolici in mare aperto). In pratica il Gse, regista degli incentivi, calcolerà la differenza tra la tariffa spettante (che varia a seconda della tecnologia considerata) e il prezzo dell’energia elettrica zonale orario (cioè il prezzo dell’energia elettrica nel momento in cui avviene l’immissione in rete e nell’area di mercato in cui è localizzato l’impianto): se positiva, il Gse erogherà gli incentivi applicando una tariffa premio pari a tale differenza; se negativa, procederà a conguaglio o richiederà al soggetto gli importi corrispondenti.

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Un esborso massimo da 1,85 miliardi di euro l’anno

Bisognerà, quindi, tener conto di una serie di variabili per capire quale sarà l’impatto definitivo sulle casse dello Stato degli incentivi coperti dal Fer2 e, di conseguenza, il riflesso in bolletta. I 35,3 miliardi vanno quindi considerati come un livello massimo peraltro distribuito, vale la pena di ricordarlo su 20 anni (la vita utile stimata degli impianti). Ergo: per ogni anno l’esborso si attesterà sugli 1,85 miliardi, sempre che si raggiunge quell’asticella massima.

Pesano i costi dell’eolico offshore

Va detto anche che, per provare a chiarire i termini dell’applicazione del provvedimento, il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha anche diramato una nota per precisare i termini dell’impatto sulle bollette. Il Mase ha quindi sottolineato che l’onerosità della stessa dipende prevalentemente dall’obiettivo di supportare fino a 3.8 GW di eolico off-shore (rispetto ai 4,6 GW complessivamente incentivati), che è una tecnologia particolarmente costosa.

L’onere effettivo

Anche il ministero ha poi ribadito che il valore citato nella Comunicazione della commissione rappresenta una stima dell’onere massimo complessivo della misura. L’onere effettivo dipenderà infatti da quanto effettivamente richiesto dai produttori nell’ambito delle procedure competitive e, come detto, dai prezzi dell’energia elettrica sui mercati spot (più alti i prezzi spot, minore sarà l’onere).

I tempi dell’impatto

Quanto ai tempi, va precisato che, in considerazione delle tecnologie incentivate, che prevedono tempi di costruzione degli impianti molto lunghi, ed essendo il meccanismo riconosciuto solo sull’energia prodotta e immessa in rete, l’impatto reale sulle tariffe per gli impianti oggetto del Fer2 non sarà evidente, come abbiamo spiegato all’inizio, prima del 2029.

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