Rientro dei cervelli, sconto fiscale maggiorato per chi torna con figli o diventa genitore in Italia
Il governo al lavoro per ritoccare il decreto attuativo della delega fiscale. Durata del regime agevolato raddoppiato per chi acquista casa
di Marco Mobili
3' di lettura
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Favorire la natalità e premiare chi rientra in Italia con figli minori. Il principio indicato da senatori e deputati piace al governo tanto che dopo aver incassato martedì 5 dicembre il via libera delle commissioni parlamentari sul decreto legislativo in materia di fiscalità internazionale, ora è al lavoro per recepire l’indicazione a sostegno delle famiglie. Come anticipato sulle pagine de Il Sole 24 Ore di mercoledì 6 dicembre le richieste di modifica di senatori e deputati, infatti, si sono concentrate proprio sul testo dell’articolo 5 del Decreto legislativo, ribattezzato rientro dei cervelli visto che riscrive ex novo il regime agevolato per i lavoratori che dal 1° gennaio 2024 trasferiscono la loro residenza in Italia. Tra queste, come detto, un maggior sostegno alla natalità, a chi acquista casa rientrando e a chi lavora in gruppi o multinazionali. Vediamo le possibili novità in arrivo.
Detassazione al 60-70% per chi ha figli minori
Tra le novità di maggior rilievo la possibilità di un regime fiscale più vantaggioso per chi rientra in Italia con figli minori o per chi diventa genitore in Italia dopo aver riportato la sua residenza nel Belpaese. L’ipotesi allo studio, risorse permettendo è quello di prevedere una detassazione maggiorata al 60% o al 70% per i genitori di minori che rientrano o, come detto per chi lo diventa durante il periodo di tassazione agevolata. Una risposta diretta a senatori e deputati che tra le osservazioni all’articolo 5 del Dlgs chiedevano al governo «il riconoscimento di un regime di maggior favore per il lavoratore che si trasferisce in Italia con un figlio minore». Non solo. La richiesta di modifica chiedeva anche di «incentivare la natalità attraverso ulteriori misure agevolative per i lavoratori che diventano genitori durante il periodo di fruizione del regime agevolativo», il tutto con un «prolungamento temporale dell’incentivo che sia, per quanto riguarda i figli minori a carico, anche proporzionale al numero degli stessi». Ma su quest’ultimo aspetto di un prolungamento la decisione finale non è stata ancora presa, a pesare sono sempre le risorse da recuperare per coprire l’estensione dell’agevolazione.
Periodo scontato più lungo a chi acquista casa
L’acquisto della casa in Italia da parte di chi riporta la residenza tra le Alpi e la Sicilia testimonia, per il governo, la volontà di restare. Motivo questo che giustifica la possibilità di raddoppiare il periodo di validità del regime agevolato . L’idea allo studio e destinata a trovare posto tra le novità del Dlgs è quella di introdurre un regime agevolato al 50% con una formula del 3+3. In sostanza, come hanno chiesto senatori e deputati, si potrebbe prevedere per i contribuenti che trasferiscono la loro residenza anagrafica nell’anno 2024 e che acquistano un immobile «l’estensione del regime fiscale agevolativo per ulteriori tre periodi di imposta».
Sì allo sconto anche a chi rientra senza cambiare gruppo
Altra novità possibile, anche questa chiesta come osservazione da Camera e Senato, riguarda la possibilità di riconoscere il regime agevolato anche al lavoratore che trasferisce la residenza in Italia e la sua attività lavorativa per lo stesso soggetto o per lo stesso gruppo per il quale lavorava prima del rientro. Un caso questo che il decreto proposto al Parlamento non prevede anche per evitare possibili comportamenti antielusivi come quelli di chi ufficialmente rientra in Italia per beneficiare dello sconto fiscale ma poi resta a lavorare all’estero, magari con formule tipo lo smart working.







