Borsa e sostenibilità

Reputazione Esg, aziende più attente al proprio prestigio sui social media

E’ quanto emerge dai risultati dell’Osservatorio Esg di Piazza Affari realizzato da Plus24-Università Milano Bicocca

di Vitaliano D'Angerio e Elisabetta Moscatelli

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“Estremamente importante”. È quanto rispondono 37 aziende di Piazza Affari alla domanda su monitoraggio e prevenzione dei rischi reputazionali, in particolare quelli legati a comportamenti scorretti in materia Esg sui social media. È la nutrita pattuglia delle società più consapevoli, quotate a Milano, sul ruolo chiave della reputazione online. Un elemento che può fare la fortuna di un’azienda così come gettarla rapidamente nel baratro.

A sottolineare la maggiore consapevolezza sui rischi della reputazione online, è lo studio dell’Università Milano-Bicocca dove sono stati elaborati e pubblicati i risultati dell’Osservatorio Esg di Piazza Affari di Plus24-Bicocca. «Le imprese attribuiscono grande importanza al monitoraggio e alla prevenzione dei rischi reputazionali legati a comportamenti scorretti o a criticità Esg che possono emergere sui social media», si legge nello studio.

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Le 37 aziende e la performance

All’Osservatorio Esg di Piazza Affari hanno partecipato 122 aziende (vedi Plus24 del 20 dicembre scorso) ed è relativo ai bilanci del 2024; il questionario non è stato inviato alle società del Ftse-Mib. Le 37 imprese in realtà sono 39 ma Metrics.AI e Haiki+ non sono state inserite in questa analisi perché non possiedono al momento una performance borsistica a dodici mesi.

Il 70% delle aziende della tabella in alto hanno risultati positivi a un anno (26 società su 37): da sottolineare però che non vi è alcun nesso di casualità né correlazione tra l’attenzione alla reputazione online e le performance di Borsa. Quella riportata è soltanto una fotografia della situazione ad oggi. È chiaro, d’altronde, che il rafforzamento di certi presidi di rischio aiuta a contenere eventuali situazioni di crisi.

CHI È PIÙ ATTENTO AI SOCIAL MEDIA

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La prima in classifica

Difficile sottrarsi però alla curiosità della prima in classifica, Impianti, che addirittura mette a segno una performance a tre cifre nel corso dell’anno (+247%). È una società di Carate Brianza, in provincia di Monza, che in passato era focalizzata in particolare sul settore dell’information technology e che ha poi ampliato di recente l’attività nel settore dei droni. Nel 2025 ha lanciato il brand “Drone4Italy”, focalizzato appunto su tecnologie per la mobilità aerea avanzata e droni. Un’attività che ha di certo dato sprint all’azienda quotata sull’Egm.

Il greenwashing

Ultima annotazione da fare è sulla questione greenwashing. Il fenomeno, ormai noto, vede alcune aziende stressare i temi ambientali senza che le attività green sbandierate siano state effettivamente realizzate. Si tratta di un comportamento che le espone a un rischio reputazionale importante. Ebbene, non tutte le 37 aziende considerate hanno rafforzato i presidi sul greenwashing come mostrato nella tabella in alto. Da evidenziare, però, che i “rischi green” sono amplificati soprattutto nelle aziende con l’ambiente al centro del business principale (vedi le utilities). Sta di fatto che il greenwashing è un fenomeno ancora un po’ sottovalutato.

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