Economia circolare

Regolamento imballaggi, primo via libera dal parlamento Ue. Riuso: deroga per chi ricicla

Rivisti target di riuso e divieti di monouso. L’aula ha votato la propria posizione negoziale sulla normativa: si procederà poi con il trilogo

Regolamento europeo imballaggi: che cosa cambia per consumatori e aziende

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«Le nostre richieste sono state accolte sia nell’articolo 22 che nell’articolo 26: se ricicli sei premiato e puoi continuare a farlo, no a target insostenibili di riuso». Così l’europarlamentare di Forza Italia Massimiliano Salini, relatore PPE sul nuovo regolamento imballaggi, spiega le modifiche votate oggi in parlamento alla proposta iniziale di regolamento imballaggi (Ppwr).

«Grazie ai nostri emendamenti, siamo riusciti in particolare a trovare un punto di equilibrio tra riciclo e riuso, cambiando l’allegato 5 dell’articolo 22 in funzione del principio di sicurezza alimentare e tutela della salute pubblica, rivedendo drasticamente l’elenco degli imballaggi monouso vietati dalla Commissione. La gran parte degli imballaggi monouso a contatto con gli alimenti resterà sul mercato unico europeo: sono più efficienti del prodotto riutilizzabile, anzitutto sul piano della sicurezza. Inoltre il Parlamento dovrà essere coinvolto nelle modifiche dell’allegato, impedendo decisioni unilaterali della Commissione. Al fast-food non si dovrà quindi bere da bicchieri utilizzati da altri e lavati decine di volte, con enorme spreco di acqua e detergenti; ancora, al supermercato, frutta e verdura, a prescindere dal peso, conserveranno le caratteristiche di sicurezza, freschezza e salubrità che oggi sul mercato sono in grado di garantire solo le confezioni monouso riciclabili», continua Salini.

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«Vittoria anche sull’articolo 26: massima cautela nei target del riuso, che può funzionare solo a determinate condizioni. Basti pensare alle enormi criticità legate al massiccio impiego di acqua, risorsa che lo stesso esecutivo UE classifica come scarsa. Le istituzioni europee dovranno rivedere corposamente gli obiettivi di riuso in funzione del life cycle assessment, valutando il ciclo vita degli imballaggi e calcolando tutti i fattori in gioco», conclude Salini.

Il parlamento europeo, a larga maggioranza, ha votato il regolamento europeo sugli imballaggi (Ppwr). Con 426 voti favorevoli, 125 contrari e 74 astenuti la plenaria ha approvato un testo più morbido, come visto, rispetto alla proposta iniziale della commissione. Diversi emendamenti, presentati dai gruppi di maggioranza, sono infatti passati prima del voto finale sulla proposta di regolamento.

Con il voto di oggi il Pe ha definito la sua posizione negoziale. Il Consiglio Ue la definirà il 18 dicembre e si procederà poi con il trilogo, che inizierà verosimilmente a gennaio.

Gli obiettivi

Il Parlamento ha sostenuto obiettivi generali di riduzione degli imballaggi proposti nel regolamento: il 5% entro il 2030, il 10% per il 2035 e il 15% entro il 2040. I deputati hanno poi proposto obiettivi specifici di riduzione dei rifiuti per gli imballaggi in plastica (10% entro il 2030, 15% entro il 2035 e 20% entro il 2040). I deputati vogliono vietare la vendita di sacchetti di plastica molto leggeri (inferiori a 15 micron), a meno che non siano necessari per motivi igienici o forniti come imballaggio primario per alimenti sfusi, per aiutare a prevenire lo spreco di cibo. Vogliono inoltre limitare fortemente l’uso di alcuni formati di imballaggio monouso, le confezioni in miniatura degli hotel per i prodotti da toilette e le pellicole termoretraibili per le valigie negli aeroporti. Per prevenire effetti negativi sulla salute, i deputati chiedono di vietare l’uso delle cosiddette “sostanze chimiche per sempre” aggiunte intenzionalmente (sostanze alchiliche per- e polifluorurate o Pfas) e del bisfenolo A negli imballaggi a contatto con gli alimenti. I deputati chiariscono i requisiti per il riutilizzo o la ricarica degli imballaggi. I distributori finali di bevande e cibi da asporto nel settore della ristorazione (inclusi hotel, ristoranti e bar) dovrebbero offrire ai consumatori la possibilità di portare e utilizzare il proprio contenitore. Nel testo sugli imballaggi approvato dall’Eurocamerfa sono state inserite, attraverso emendamenti presentati dalla maggioranza, alcune eccezioni. Sono per esempio esclusi in via temporanea gli imballaggi alimentari in legno e cera.

«Oggi al Parlamento europeo grande vittoria di Forza Italia e del Ppe con importanti modifiche al regolamento sugli imballaggi. Bloccata la deriva populista sul riuso spinto che penalizza industria e agricoltura», ha commentato su X il vicepremier Antonio Tajani.

Regolamento europeo imballaggi: che cosa cambia per consumatori e aziende

«Possiamo finalmente dire addio alle confezioni monouso di sapone, ai sovraimballaggi classici dei tubetti di dentifricio o ai cellofan sulle valigie in aeroporto, ma chiediamo un approccio più realistico per quanto riguarda gli obiettivi di riuso degli imballaggi alimentari». Lo ha dichiarato l’eurodeputato del Pd Paolo De Castro subito dopo il voto dei parlamentari sul mandato negoziale per le discussioni finali con il Consiglio sul regolamento imballaggi. De Castro aggiunge che è stata inserita «una deroga per tutti quei paesi che, come l’Italia, negli ultimi anni hanno investito in un sistema di riciclo ad alta qualità, tra i più efficienti a livello europeo: chi raggiungerà l’85% di quota di riciclo degli imballaggi interessati sarà infatti esentato dall’obbligo di riuso». Inoltre «comparti chiave del nostro settore agro-alimentare vengono esclusi da questo regolamento, limitando al massimo il rischio di maggiori sprechi alimentari: a partire dalle le indicazioni geografiche fino all’ortofrutta e al florovivaismo, dai vini alle bevande alcoliche, fino alle bioplastiche e ai contenitori in carta del settore della ristorazione».

Deposito cauzionale

I punti contestati in questi mesi hanno riguardato anche l’introduzione di sistemi di deposito cauzionale (Drs) finalizzati al riciclo per i Paesi che non riescissero a raggiungere alti target di raccolta. E l’high-quality recycle, un riciclo di alta qualità che impone di riciclare un imballaggio e riprodurre lo stesso con la materia prima seconda. Un’impostazione che è in contraddizione con il sistema finora adottato, per cui la materia ricavata dal riciclo dei rifiuti da imballaggio viene usata dove c’è la domanda, come il settore dell’automotive per esempio. Infatta nella versione finale votata dal parlamento è passata la versione open loop: non più con l’obbligo di andare da bottiglia a bottiglia, i materiali da riciclo possono essere usati per fare anche altro.

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