Dal referendum Brexit a oggi: sei primi ministri britannici in dieci anni di instabilità politica
Le ultime dimissioni aprono la strada al settimo primo ministro britannico in dieci anni. Tutto ha avuto inizio con il referendum sulla Brexit
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Sir Keir Starmer è il sesto capo del governo britannico a dare le dimissioni dall’incarico in poco meno di 10 anni. A seguito del referendum sulla Brexit, si dimise - saranno 10 anni mercoledì - l’allora premier David Cameron. Dal referendum a oggi si sono succeduti sei premier, di cui 5 conservatori e un laburista (Starmer, ultimo a dimettersi).
Chiedilo al Sole
David Cameron (2010 - luglio 2016)
Durata finale dopo la Brexit: circa 6 anni da premier, ma si dimette subito dopo il referendum del 2016. La vittoria del “Leave” al referendum sulla permanenza nell’Unione Europea (52% contro 48%) rappresenta uno shock politico e lo spinge alle dimissioni.
Theresa May (luglio 2016 - luglio 2019)
Durata: circa 3 anni. Succede a Cameron con il compito di gestire la Brexit. Nel 2017 tenta un’elezione anticipata per rafforzarsi, ma perde la maggioranza parlamentare. Non riesce a far approvare un accordo sulla Brexit e si dimette nel 2019.
Boris Johnson (luglio 2019 - settembre 2022)
Durata: circa 3 anni e 2 mesi. Porta avanti la campagna “Get Brexit Done” e vince nettamente le elezioni del 2019. Guida il Paese fuori dall’Ue nel gennaio 2020. Si dimette nel 2022 dopo una serie di scandali politici e pressioni interne al partito.
Liz Truss (settembre 2022 - ottobre 2022)
Durata: 44 giorni. Il mandato più breve della storia moderna britannica. Il suo “mini-budget” con forti tagli fiscali senza coperture scatena turbolenze sui mercati e una crisi finanziaria. È costretta a dimettersi dopo poco più di un mese.






