Referendum, i libri a favore del Sì e quelli a favore del No
Da Nordio a Spataro, da Caiazza a Parodi, da Di Pietro a Colombo: sfida anche editoriale
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La verità, vi prego, sulla riforma. Tra chi la dipinge nelle piazze come la panacea di tutti i mali e chi – al contrario – vi vede l’origine di quelli futuri, una prolifica produzione editoriale consente almeno di andare oltre slogan e comizi. Oltre lo spazio anche della stampa. E approfondire in vista del referendum confermativo, le ragioni del sì e del no alla modifica costituzionale su separazione delle carriere tra pm e giudici, doppio Consiglio superiore della magistratura e istituzione dell’Alta corte disciplinare. Perché il primo punto sta qui, chiamare le cose con il proprio nome. E così i due schieramenti si sfidano anche dagli scaffali delle librerie, visto che tutti i (numerosi) libri pubblicati negli ultimi mesi hanno un’esplicita e dichiarata posizione pro o contro. Raggiungeranno anche il crescente popolo degli astenuti o gli indecisi in cerca di ulteriore studio su questioni tanto importanti quanto tecniche? Saranno le urne a dirlo, oltre alle vendite.
Tutti i libri sulla riforma
Il fronte del Sì offre le pagine innanzitutto del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, padre della riforma, ma anche quelle a cura degli avvocati Gian Domenico Caiazza, già presidente dell’Unione delle Camere Penali, e Lorenzo Zilletti; l’analisi di Antonio Di Pietro, ex pm di Mani Pulite; l’excursus sulle fake news dell’avvocatessa Emilia Rossi, e ancora pagine a cura di Ermes Antonucci, firma de Il Foglio.
Dichiaratamente per il No è il libro di due toghe dalla lunga esperienza, Armando Spataro e Nello Rossi, come il pamphlet di altri due magistrati, Cesare Parodi, attuale presidente dell’Anm, e Carlo Maria Pellicano. Per il No un altro ex pm di Mani Pulite, Gherardo Colombo, da anni appassionato osservatore a tutela dei diritti costituzionali. E contro la riforma sono ancora gli scritti del direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio e del politologo Stefano Passigli,
Carlo Nordio
Il saggio “Una nuova giustizia” (Ed Angelo Guerini e associati) del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, è di fatto un manifesto delle ragioni della riforma costituzionale. Prima di analizzarne punto per punto contenuti e motivazioni, l’autore inserisce l’intervento normativo in una dimensione storica più ampia, come il completamento necessario di un cammino iniziato dall’insigne giurista Giuliano Vassalli, eroe della Resistenza: «La separazione delle carriere è consustanziale al processo accusatorio anglosassone che noi abbiamo introdotto, con il codice Vassalli, nel 1989», scrive il Guardasigilli secondo cui il sistema attuale è come una «Ferrari con il motore della Cinquecento», dove un rito accusatorio moderno deve convivere con un’impalcatura costituzionale obsoleta.



