Industria culturale

Recuperati 100 milioni di euro (prima inutilizzati) per il Fondo cinema e audiovisivo

«Risorse e fiducia malgrado necessari e consistenti tagli in manovra», spiega il ministro della Cultura Alessandro Giuli annunciando la firma del decreto

di Nicola Barone

Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, a Norcia, 30 ottobre 2025. ANSA/BASILIETTI

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Un decreto interministeriale destinerà oltre 100 milioni di euro a favore del Fondo per il cinema e l’audiovisivo. «Si tratta di somme inutilizzate dal 2022 - un’ulteriore parte delle quali resterà esigibile per l’anno 2026 - e che con questo decreto reindirizziamo al rifinanziamento del Fondo», annuncia il ministro della Cultura, Alessandro Giuli. «Nelle condizioni date, malgrado i necessari e consistenti tagli previsti in legge di Bilancio, dopo aver reso più trasparenti e virtuose le procedure di accesso al tax credit; dopo aver prosciugato le zone d’ombra e di arbitrio in cui pochi spregiudicati si arricchivano alle spalle dei numerosi lavoratori del settore; oggi il ministero della Cultura viene incontro alla catena del valore cinematografo confermandole risorse e fiducia: dalle maestranze ai produttori passando per tecnici, sceneggiatori, registi e così via».

«Altri finanziamenti straordinari»

Per il ministro «è un atto di responsabilità collettiva, in attesa della controfirma del Mef, che si accompagna al lavoro in corso sul Codice dello spettacolo e che si aggiunge al cuore della missione del MiC: tutela, conservazione e valorizzazione dei beni culturali, mai come adesso al centro della nostra attenzione e presto destinatarie di altri finanziamenti straordinari».

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Orfini (Pd): Giuli dilettante, fondi già maturati dalle imprese

«Al ministro Giuli diciamo una cosa sola: basta. Basta scherzare, basta prendere in giro il mondo del cinema, basta improvvisare, basta col gioco delle tre carte. L’annuncio del recupero di 100 milioni per il fondo cinema è l’ennesima assurdità». È la replica in una nota del deputato democratico, componente della commissione cultura della Camera, Matteo Orfini. «Quelle risorse vengono prese dai contributi automatici per lo sviluppo produzione e distribuzione del cinema. Contributi già maturati dalle imprese e bloccati dal 2022 per la lentezza e il dilettantismo di questo governo. Sottrarli ai legittimi destinatari significa mettere a rischio la sopravvivenza di imprese ed esporre il ministero a una miriade di ricorsi perché - lo ripetiamo - quei contributi sono già maturati. Davvero il governo pensa di gestire un settore industriale strategico con questo dilettantismo? Se davvero si vuole correggere l’errore fatto con la legge di bilancio, c’è solo un modo serio: chiedere a Giorgetti di non controfirmare il decreto e di rinunciare al taglio previsto dalla legge di Bilancio. Il resto è goffa e dannosa propaganda».

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