L’inchiesta

Tax credit cinema, acquisite le carte di tre film: Siccità, Finalmente l’alba e L’immensità

La Guardia di finanza del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Capitale ha acquisito i documenti dagli uffici amministrativi di Cinecittà

di Ivan Cimmarusti

Ingresso storico Cinecitta', Roma, 3 marzo 2023. ANSA/Uff stampa Cinecitta' + PRESS OFFICE, HANDOUT PHOTO, NO SALES, EDITORIAL USE ONLY + NPK

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Si allarga l’inchiesta della Procura di Roma sul Tax credit cinema. La Guardia di finanza del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Capitale ha acquisito dagli uffici amministrativi di Cinecittà tutti i carteggi relativi a tre film: “Siccità” del 2022 diretto da Paolo Virzì; “Finalmente l’alba” del 2023 diretto da Saverio Costanzo, figlio di Maurizio Costanzo; “L’immensità” del 2022 diretto da Emauele Crialese.

L’indagine ha l’obiettivo di accertare come siano stati spesi i soldi pubblici previsti per sostenere il mondo cinematografico italiano. Nel mirino ci sono cento film che, secondo i riscontri preliminari, avrebbero avuto un ritorno al botteghino vicino allo zero.

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Il procedimento rientra tra i cinque fascicoli su cui stanno lavorando i pm di Roma.

Per ora non ci sono indagati. Ma l’istruttoria è avviata e corre su più piste: profili economico-finanziari ed eventuali illeciti nella Pubblica amministrazione. Da piazzale Clodio arrivano definizioni caute – procedimenti “embrionali” – che però non smorzano il peso della vicenda. Perché i numeri delle possibili frodi sono imponenti e i soggetti coinvolti direttamente o indirettamente sono di primo piano.

Sul piano economico, a fine luglio la Direzione generale del ministero della Cultura stava lavorando su un pacchetto di 200 opere prodotte tra il 2020 e il 2024, per un valore complessivo vicino ai 350 milioni di euro. Un censimento imponente, che testimonia la dimensione della spesa pubblica in gioco.

Sul piano politico, sotto osservazione è finita anche One More Pictures, la società audiovisiva fondata da Manuela Cacciamani, con un fatturato 2024 di circa 1,6 milioni. La manager ha lasciato la guida dell’azienda nel giugno scorso, quando – su proposta dell’ex ministro Sangiuliano – è stata nominata amministratrice delegata di Cinecittà, la spa controllata dal ministero dell’Economia che rappresenta l’asse strategico della politica industriale del cinema italiano. La società non è accusata di nulla, ma figura tra i soggetti da cui la Procura sta acquisendo documenti: un dettaglio che accende inevitabilmente i riflettori.

I controlli hanno raggiunto anche gli uffici del Ministero della Cultura. A inizio agosto i finanzieri del Nucleo di Polizia Valutaria si sono presentati in via del Collegio Romano per ottenere gli incartamenti relativi a fondi pubblici e agevolazioni fiscali. La richiesta, rivolta a Mario Turetta, capo del Dipartimento per le attività culturali, è arrivata poche settimane dopo le dimissioni di Nicola Borrelli, storico direttore generale Cinema. Sul tavolo ci sono pratiche di assegnazione e rendicontazioni che in più di un caso hanno superato la soglia dei sei zeri.

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  • Ivan Cimmarustigiornalista

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: Italiano, inglese

    Argomenti: Sicurezza, giudiziaria, inchieste, giustizia tributaria

    Premi: Nel 2011 tra i vincitori del Premio Internazionale Antimafia Livatino-Saetta

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