Regno Unito

Re Carlo III alla corte di Trump per riallacciare la “special relationship” con gli Usa

Il viaggio del sovrano britannico sottolinea i legami storici con gli Stati Uniti, mentre le recenti divergenze politiche e la sicurezza rafforzata segnano un contesto complesso

di Nicol Degli Innocenti

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LONDRA - Re Carlo III e la regina Camilla atterreranno stasera a Washington per una visita ufficiale programmata da tempo, ma che di recente ha assunto connotati diversi e una nuova importanza. La ragione originale del viaggio negli Usa – il primo di un monarca britannico da vent’anni - è la partecipazione del Re alle celebrazioni del 250esimo anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti.

Nel 1776 la Dichiarazione unilaterale di indipendenza aveva definito Giorgio III, Re della Gran Bretagna e dell’Irlanda, un “tiranno inadatto a governare un popolo libero” che aveva ripetutamente violato “i diritti delle colonie”. Il riluttante riconoscimento ufficiale dell’indipendenza degli Stati Uniti da parte della Casa Reale britannica non era arrivato fino al 1783. La presenza ai festeggiamenti di Re Carlo, discendente di Giorgio III, ha quindi grande valore simbolico e vuole sottolineare gli stretti legami stretti da allora tra gli Usa e l’ex potenza coloniale.

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Le misure di sicurezza della visita reale di quattro giorni sono state ulteriormente rafforzate in seguito al tentato attentato al presidente Donald Trump sabato a Washington, anche se il programma è rimasto invariato. L’attentato ha aggiunto una nota drammatica a un viaggio che già si prospettava irto di difficoltà.

La cosiddetta “special relationship” tra Washington e Londra scricchiola da tempo e nelle ultime settimane i rapporti sono deteriorati ulteriormente. Trump ha aspramente criticato il Governo britannico per non avere sostenuto la guerra contro l’Iran e ha diretto la sua ira contro Keir Starmer, dichiarando che il premier “non è all’altezza di Churchill” e ha preso “decisioni molto stupide”.

Londra, davanti a Buckingham Palace la protesta contro la visita di Re Carlo a Trump

Starmer non ha reagito agli insulti di Trump, ma ha ribadito che la guerra decisa dagli Usa senza consultare gli alleati “non è la nostra guerra” e che il Regno Unito ha fatto la scelta giusta nell’offrire le basi aeree e sostegno militare solo per operazioni difensive e non offensive.

Secondo un memorandum del Pentagono, l’amministrazione Usa per irritare Londra sarebbe anche pronta a rivedere la sua neutralità sulle isole isole Falkland o Malvinas, contese tra Regno Unito e Argentina. Una voce, poi smentita dagli Usa, che ha offeso i veterani britannici della guerra del 1982 scoppiata dopo l’invasione delle isole da parte dell’Argentina. Trump aveva già causato profonda inquietudine nelle forze armate britanniche con i suoi commenti infondati su un loro ruolo “solo lontano dalla prima linea” in Afghanistan.

Re Carlo con il suo savoir faire e lunga esperienza in diplomazia dovrà quindi allentare le tensioni e ricomporre un rapporto incrinato. L’ambasciatore britannico a Washington, Christian Turner, si è detto convinto che la visita servirà a “rafforzare e rilanciare la special relationship”.

La cosa positiva è che Trump è notoriamente un grande ammiratore della famiglia reale britannica e ha definito Re Carlo “un grand’uomo”. La speranza è quindi che, onorato dalla visita, il presidente Usa non faccia dichiarazioni impreviste e poco opportune che potrebbero mettere in imbarazzo il Re. Consapevoli di quanto sia imprevedibile Trump, gli organizzatori della visita hanno accuratamente evitato incontri in diretta davanti alle telecamere che potrebbero trasformarsi in incidenti diplomatici. Ci saranno quindi solo “photo opportunity” dei vari momenti-clou della visita, come il banchetto di Stato in onore del Re.

La visita inizierà con un incontro privato e tè alla Casa Bianca tra Re Carlo III e la regina Camilla e il presidente Trump con la moglie Melania. Il Re sarà poi solo il secondo monarca britannico della storia a tenere un discorso al Congresso Usa, nel quale si prevede che ricordi la storia, i sacrifici e i valori che accomunano i due Paesi. La coppia reale proseguirà poi per New York, dove parteciperanno a una cerimonia di commemorazione delle vittime degli attentati terroristici dell’11 settembre 2001, per poi concludere il viaggio in Virginia.

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