Spazio

Razzo SpaceX si schianta sulla Luna a 8.700 km/h

Un razzo SpaceX lungo 12 metri e pesante 4.500 kg si è schiantato sulla Luna formando un cratere di 27 metri

Un mega-razzo Starship di SpaceX inizia il decollo - poi fermato - a Starbase, in Texas, giovedì 16 luglio 2026. (AP Photo/Eric Gay)     Associated Press / LaPresse Solo Italia e Spagna APN

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Un razzo SpaceX Falcon 9 lungo 12 metri e pesante 4.500 kg si è schiantato sulla Luna.

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Gli scienziati hanno affermato che la velocità del razzo al momento dell’impatto era di circa 8.700 km/h e che ha creato un nuovo cratere (stima 27 metri) vicino ai bordi illuminati della Luna.

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La forza della collisione è stata equivalente all’energia rilasciata dall’esplosione di circa 3 tonnellate di TNT.

SpaceX ha sottolineato che si è trattato di un impatto involontario.

La Bbc ha riferito che gli scienziati hanno confermato che il razzo ha colpito la Luna, ma sono in attesa della conferma definitiva dai dati provenienti dai telescopi dell’agenzia spaziale americana.

Il suolo lunare appartiene all’umanità

Si è trattato di un fuori programma che sottolinea la necessità definire regolamenti internazionali che evitino queste situazioni potenzialmente pericolose per le future basi.

 “L’impatto dell’oggetto, lo stadio superiore di un razzo Falcon 9 che aveva portato due missioni verso la Luna, è il risultato di una combinazione di fattori”, ha detto all’Ansa Alessandra Celletti, dell’Università di Roma Tor Vergata.

 La causa principale è stato l’abbandono da parte di SpaceX dello stadio del razzo usato per inviare verso la superficie lunare i lander Blue Ghost e Resilience, entrambi privati e lanciati il 15 gennaio 2025.

Un lancio che ha sfruttato tutto il carburante presente sul razzo, scelta che ha portato a sacrificare la possibilità di un’ultima riaccensione dei motori per spostare il razzo in un’orbita di rientro verso la Terra e farlo bruciare nell’atmosfera.

A determinare poi la traiettoria del modulo fuori controllo è stata la complessa interazione tra i campi gravitazionali terrestre e lunare e l’intensa attività solare di questi ultimi anni.

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“Un episodio che evidenzia un vuoto legislativo - ha aggiunto Celletti - perché sebbene esista un trattato spaziale di fine anni ’60 non c’è una legge che disciplini la responsabilità della caduta, come in questo caso, di pezzi di satellite sul suolo lunare, che è un suolo che appartiene all’umanità”.

L’impatto ha sollevato una grande quantità di polveri e detriti monitorata anche dai telescopi.

“E’ un’occasione importante anche per il nostro nuovo progetto chiamato Space Math, dedicato alla matematica spaziale”.

 “Sappiamo infatti - ha concluso Celletti - che diversamente dalla Terra la Luna ha un campo gravitazionale molto poco uniforme, un fenomeno dovuto a grandi disomogeneità presenti nel sottosuolo. Studiare come si muoveranno i detriti e le polveri, alcune potrebbero restare in orbita anche secoli o millenni, ci permetterà di conoscere meglio l’interno del nostro satellite”.

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