Il caso Petrecca

Crisi a RaiSport per le Olimpiadi: giornalisti ritirano firme e annunciano sciopero contro direttore Petrecca

Protesta contro la direzione di Paolo Petrecca. A fare da detonatore la telecronaca, e gli svarioni, in occasione della cerimonia di apertura delle Olimpiadi

di Andrea Biondi

Paolo Petrecca

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Lo scontro a questo punto è frontale. Mentre i riflettori del mondo sono puntati sulle piste delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, una bufera ben più gelida sta travolgendo i corridoi di RaiSport (e della Rai in generale). La frattura è sempre più profonda tra la redazione e il suo direttore, Paolo Petrecca, con i giornalisti che comunicano un gesto di rottura senza precedenti nel bel mezzo di un evento sportivo di rilevanza mondiale come i giochi invernali, trasmessi dalla Rai in parte e da Warner Bros Discovery (Eurosport, discovery +, Hbo Max: presenti su Dazn, Timvision e Prime Video) nella loro interezza, che per la terza volta nella storia sono approdati in Italia.

«Da oggi alle ore 17 e fino alla fine dei Giochi ritiriamo la nostra firma da servizi, collegamenti e telecronache in attesa che l’azienda prenda finalmente coscienza del danno che il direttore di Raisport ha recato nell’ordine: ai telespettatori che pagano il canone, alla Rai come azienda e a tutta la redazione di RaiSport che sta lavorando come sempre con passione in questo grande evento».

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È un passaggio della nota redatta da Cdr e fiduciario di Rai Sport che annunciano peraltro un pacchetto di sciopero a fine Olimpiadi.

La scintilla che ha fatto esplodere un malumore che comunque era latente è stata l’ormai celebre cronaca della cerimonia inaugurale. Un’esibizione definita «imbarazzante» dai suoi stessi colleghi. La risposta della redazione è ora arrivata puntuale e durissima: dalle 17 di oggi, i giornalisti ritireranno le proprie firme da ogni servizio, collegamento e telecronaca trasmessi dalla Rai.

«Da 3 giorni – si legge nella nota - siamo tutti in imbarazzo, nessuno escluso e non per colpa nostra. È tempo di far sentire la nostra voce perché siamo di fronte alla figura peggiore di sempre di RaiSport all’interno di uno degli eventi più attesi di sempre, l’Olimpiade invernale di Milano-Cortina».

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La protesta non si limita al silenzio delle firme. Come detto, i giornalisti hanno già annunciato un pacchetto di tre giorni di sciopero, che verrà attuato subito dopo il 22 febbraio, al termine dei Giochi. Una scelta dettata da un senso di «responsabilità» verso i telespettatori, per non oscurare le competizioni proprio nel momento della loro massima esposizione.

Il malessere della redazione affonda le radici in una gestione editoriale contestata: Petrecca continua a guidare la testata nonostante il suo piano editoriale sia stato bocciato per ben due volte consecutive (cui si unisce una sfiducia relativa alla direzione ndi RaiNews 24). Davanti a chi tenta di derubricare lo scontro a una lotta di fazioni, la redazione è categorica: «Questa non è una questione politica, come qualcuno vorrebbe far credere, ma è una questione di rispetto e di dignità per il servizio pubblico».

Attualmente, il destino del direttore appare incerto. Petrecca è atteso a Roma per un faccia a faccia con l’amministratore delegato Giampaolo Rossi. Sebbene una rimozione immediata appaia difficile per motivi tecnico-organizzativi legati alla gestione delle Olimpiadi in corso, sembra indubbio che a Petrecca verrà sottratta la cronaca della chiusura dei Giochi.

Per ora, la battaglia si sposta sugli schermi. I giornalisti hanno chiesto la lettura di un comunicato sindacale in tutti i contenitori olimpici, da “Mattina Olimpica” a “Notti Olimpiche”.

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