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Rai Sport, Petrecca rimette il mandato, il vice Lollobrigida direttore ad interim

Dopo il caos nella telecronaca della cerimonia d’apertura olimpica, il mandato torna nelle mani di Giampaolo Rossi

di Giulia Riva

PAOLO PETRECCA

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Il direttore di Rai Sport, Paolo Petrecca, ha rimesso il proprio mandato nelle mani dell’amministratore delegato Rai Giampaolo Rossi e lascerà l’incarico al termine delle Olimpiadi di Milano Cortina. La responsabilità di Rai Sport - in via transitoria - sarà affidata a Marco Lollobrigida, vicedirettore. Lo annuncia una nota della Rai.

Il passo indietro di Petrecca - appreso da fonti Rai - è arrivato dopo che il direttore di Rai Sport è finito al centro delle polemiche per gli errori nella telecronaca della cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano Cortina, nella quale ha deciso di cimentarsi al posto del collega Auro Bulbarelli, costretto a farsi da parte dopo aver anticipato informazioni sulla presenza a San Siro del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Sul piede di guerra era scesa anche la redazione di Rai Sport, pronta alla sciopero alla fine dei Giochi. A sostegno della protesta, i giornalisti dei tg e dei gr della testata hanno ritirato le proprie firme da tutte le telecronache, le interviste e i servizi durante i Giochi. Petrecca era finito inoltre al centro di nuove contestazioni per le spese “pazze” della sua direzione, lievitate, secondo indiscrezioni filtrate sulla stampa dopo una riunione con il capo del personale, a suon di assunzioni, promozioni e gratifiche e consulenze esterne.

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«Le dimissioni di Petrecca da Rai Sport erano necessarie e arrivano comunque in ritardo. Petrecca è l’emblema di Telemeloni e del metodo con cui il Governo ha privilegiato logiche di appartenenza e vicinanza politica rispetto al merito e alla valorizzazione delle professionalità interne al servizio pubblico televisivo», commenta il capogruppo del Pd nella commissione di vigilanza Rai, Stefano Graziano, «Un’impostazione che ha finito per indebolire l’autorevolezza dell’informazione e più in generale dell’intero sistema Rai. Ora serve una vera discontinuità. Non si può continuare con il meccanismo del “rimuovere per promuovere” o con semplici ricollocazioni interne. Il servizio pubblico ha bisogno di trasparenza, competenza e indipendenza, non di operazioni di facciata».

«Apprendiamo da fonti di agenzia la notizia delle dimissioni del Direttore di Rai Sport. Una decisione che segue la grande mobilitazione delle colleghe e dei colleghi di Rai Sport e di Usigrai, al loro fianco in questi giorni di protesta insieme con le altre testate e redazioni. Paolo Petrecca si è assunto le sue responsabilità. Non così i vertici aziendali, principali responsabili della scelta di affidare, e confermare, la gestione della testata sportiva nell’anno delle Olimpiadi a un direttore sfiduciato per tre volte in pochi mesi dalle redazioni». Così in una nota l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti della tv pubblica. «Scelte che hanno portato come conseguenza enormi danni all’immagine e alla reputazione dell’azienda, e di chi ci lavora, che resteranno anche dopo le dimissioni di Petrecca», chiosa l’Usigrai». Che poi domanda: «Chi ripagherà la Rai, e i suoi dipendenti, per questi danni?».

Il direttore dimissionario risponde via social citando il Vangelo di Marco. Posta l’immagine di un affresco che rappresenta l’apostolo, con le coordinate «Mt 26, 20-29», che contengono le parole di Gesù durante l’Ultima Cena: «In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà».

L’immagine condivisa nelle storie di Instagram da Paolo Petrecca

La redazione di Rai Sport sospende la protesta in seguito alla notizia delle dimissioni del direttore della testata. Lo rendono noto il Cdr e il Fiduciario di Milano di Rai Sport, aggiungendo in una nota che «attendono di incontrare l’azienda per capire quali decisioni sono state prese sul futuro di Rai Sport». La redazione dunque sospende la protesta ma «ribadisce la richiesta di garanzie per il futuro, anche in relazione ai prossimi importanti appuntamenti internazionali. Serve una guida capace di affrontare le sfide che attendono la redazione e impegni organizzativi e produttivi all’altezza del compito di servizio pubblico che la testata assolve nel racconto dello sport», conclude la nota.

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