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Titoli di Stato sotto tiro
Non si arresta l’ondata di vendite sul segmento dei governativi. Perché? Ne parliamo con Andrea Campisi, senior investment manager di Pictet AM
Ascoltalo oradi Sissi Bellomo
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Il Qatar ha selezionato i partner stranieri per il North Field, progetto con cui conta di riconquistare il primato mondiale nell’export di gas liquefatto. E nella cerchia dei prescelti, stando a indiscrezioni, c’è anche Eni.
Per ora gli unici a poter festeggiare sono i francesi di TotalEnergies, i primi con cui Doha domenica 12 ha ufficializzato l’accordo per la cessione di una quota. Ma l’emirato conta di annunciare a breve – entro la prossima settimana – i nomi degli altri soci internazionali.
Oltre alla compagnia italiana dovrebbero essere della partita anche Shell e le statunitensi ExxonMobil e ConocoPhillips. Tra i candidati solo Chevron sarebbe rimasta esclusa, secondo fonti Reuters.
In tempi di magra per gli investimenti nell’Oil&Gas le Major occidentali aspiravano da tempo a farsi coinvolgere dal Qatar, che ha pianificato di spendere decine di miliardi per espandere del 64% la capacità di produzione di Gnl nel giro di 5 anni.
Dagli attuali 77 milioni di tonnellate, con un investimento da 29 miliardi di dollari, Doha arriverà a circa 110 milioni l’anno nel 2025 per salire poi, con una seconda fase di sviluppo, a 126 milioni di tonnellate entro il 2027: volumi record con cui potrà sbaragliare la concorrenza di Stati Uniti e Australia, che oggi le contendono il ruolo di primo fornitore del combustibile, sempre più richiesto in Europa per superare la dipendenza dal gas russo.