Pulsar: la nuova costellazione satellitare che contrasta le interferenze GPS in aree di crisi
Un satellite privato in orbita bassa offre segnali più potenti e resistenti, rivelando disturbi estesi in Europa e Medio Oriente che minacciano la sicurezza di navigazione civile e militare
3' di lettura
3' di lettura
Il GPS è entrato da anni nelle nostre vite: ci aiuta a trovare la strada migliore per il nostro viaggio, a controllare quando arriva il taxi o il tram, guida gli aerei e coordina molte altre attività quotidiane. Oggi, a questo sistema americano si affiancano il Galileo europeo, uno dei più avanzati, il Glonass russo e il BeiDou cinese, che insieme formano la grande rete globale della navigazione satellitare.
Chiedilo al Sole
Tutte queste costellazioni si trovano a circa 20.000 chilometri di quota e ogni satellite ospita orologi atomici di altissima precisione. Grazie a questi orologi, il sistema riesce a calcolare la posizione di un ricevitore sulla Terra con un errore di pochi metri, sia che si tratti di uno smartphone sia di un aereo di linea.
Fino a pochi anni fa tendevamo a dare per sicuro e scontato questo servizio. Ma le guerre in Ucraina, in Medio Oriente e le tensioni crescenti in diverse aree del mondo hanno mostrato quanto il segnale GNSS, cioè la famiglia dei sistemi come GPS, Galileo e simili, sia più fragile di quanto immaginassimo. In alcune zone il segnale viene disturbato o addirittura falsificato, con problemi seri per gli aerei, le navi e i mezzi a terra.
Non si tratta, in sé, di un’arma vera e propria, ma di qualcosa di altrettanto pericoloso, che può compromettere molte tecnologie militari e civili. I droni, per esempio, sono diventati in pochi anni una delle armi più temute nei conflitti moderni, e la dipendenza da segnali di navigazione affidabili è una parte importante di questa trasformazione.
L’interferenza all’aereo di Ursula von der Leyen
L’esempio forse più noto è quello dell’aereo che trasportava la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen verso la Bulgaria, il 1° settembre 2025. In quella occasione il sistema di navigazione basato su GPS ha subito interferenze così pesanti da costringere i piloti ad affidarsi ad altre più tradizionali procedure, e le autorità europee hanno indicato come probabile responsabile la Russia, già sospettata da anni di disturbare i segnali nella fascia che va dal Baltico al Mar Nero.






