Interferenze al Gps, ombre russe sul volo di von der Leyen
L’aereo atterra in Bulgaria utilizzando mezzi di navigazione terrestri. I Paesi dell’Est da tempo segnalano un incremento del fenomeno, difficile capire se la presidente della Commissione fosse obiettivo mirato
dal nostro corrispondente Beda Romano
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BRUXELLES - A conferma di come attacchi ibridi siano diventati ormai la norma in molte regioni del mondo, e in particolare in Europa dell’Est, la Commissione europea ha annunciato ieri che l’aereo su cui viaggiava domenica la presidente dell’esecutivo comunitario Ursula von der Leyen è stato vittima di una interferenza al suo sistema GPS. Il fatto è avvenuto in Bulgaria, e non ha impedito al velivolo di atterrare senza difficoltà. Le autorità locali sospettano responsabilità russe.
«Possiamo confermare che c’è stata un’interferenza GPS», ha detto ieri una portavoce della presidente dell’esecutivo comunitario, Arianna Podestà, dando credito a un precedente articolo del Financial Times. «Le autorità bulgare ci hanno spiegato di sospettare che la vicenda sia dovuta a una palese interferenza da parte russa». Da Mosca, il portavoce del presidente Vladimir Putin ha smentito qualsiasi coinvolgimento russo: «Le vostre informazioni non sono corrette», ha affermato Dmitry Peskov.
Il volo charter che trasportava la presidente della Commissione europea era diretto in Bulgaria, dalla Polonia. «Durante l’avvicinamento per l’atterraggio all’aeroporto di Plovdiv, il segnale GPS è scomparso», ha spiegato ieri il governo bulgaro. «Al fine di garantire la sicurezza del volo, i servizi di controllo del traffico aereo hanno immediatamente proposto un avvicinamento alternativo in modo da effettuare un atterraggio utilizzando mezzi di navigazione terrestri».
Il fatto è avvenuto durante un lungo viaggio di quattro giorni che la signora von der Leyen ha terminato ieri sera in Europa dell’Est. Il percorso della presidente della Commissione europea ha previsto tappe oltre che in Bulgaria anche in Lettonia, in Finlandia, in Estonia, in Polonia e in Romania. L’obiettivo è di ribadire il sostegno a questi Paesi frontalieri con la Russia e la Bielorussa, a tre anni dallo scoppio della guerra russa in Ucraina.
Interferenze ai sistemi GPS degli aerei e delle navi sono ormai piuttosto frequenti in Europa dell’Est. Alcuni Paesi della regione hanno inviato in giugno una lettera congiunta all’Unione internazionale delle Telecomunicazioni, segnalando una «crescita significativa» delle interferenze alla radionavigazione. In questo senso, le autorità estoni hanno denunciato di recente che l’85% dei voli nel Paese ha subito interruzioni del segnale GPS, con evidenti rischi per le persone e l’economia.








