Ambiente

Pulizia spiagge venete: raccolti 3.100 kg di plastica

Iniziativa di Plastic Free Onlus che ha interessato 290 volontari. Tra l’Adige e il Brenta, il rifiuto più diffuso è il cotton fioc

di Niccolò Gramigni

La laguna di Chioggia

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Gli immancabili mozziconi di sigaretta, ma pure frammenti di reti per raccogliere le cozze, cotton fioc e addirittura parte dei sistemi di filtraggio dei depuratori. Sono gli oggetti trovati – tra amare certezze e sorprese – in occasione del weekend del mare, l’iniziativa promossa da Plastic Free Onlus che nell’ultimo fine settimana ha interessato 290 volontari del litorale del Veneto.

In totale sono stati fatti nove interventi di pulizia ambientale e i numeri danno l’idea del lavoro: sono stati raccolti oltre 3.100 kg di plastica. Dal Delta del Po alle spiagge dell’alto Adriatico, i cleanup si sono svolti a Rosolina, Porto Viro e Porto Tolle, per poi proseguire lungo la laguna a Chioggia, Venezia Lido e Jesolo, fino a Caorle, Eraclea e Bibione.

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Le tipologie di rifiuti

«Abbiamo trovato rifiuti diversi a seconda della tipologia di luogo - ha spiegato il fondatore e presidente di Plastic Free Onlus, Luca De Gaetano -. Ad esempio la spiaggia di Isola Verde a Chioggia si trova tra due fiumi, ovvero l’Adige e il Brenta: qui l’oggetto che abbiamo trovato con più frequenza è stato il cotton fioc. Modello anni ’80, quelli con la plastica dura che mezza Pianura Padana ha gettato nel water dopo l’uso: se ne trovano tanti nell’ambiente e sono davvero dannosi. Sono quasi irrecuperabili anche per le dimensioni ridotte».

Ci sono poi rifiuti legati all’attività di pesca: «Su tutte le spiagge in Veneto si trovano delle “calze”, sono piccole reti in cui vengono inserite delle piccole cozze e da lì c’è la raccolta di quelle mature – ha spiegato -. Ma per raccoglierle bisogna tagliare le calze, che finiscono in mare. Un altro oggetto sorprendente sono dei dischi in plastica nera dal diametro di 3-4 cm: da indagini fatte sono parti di sistemi di filtraggio dei depuratori». Naturalmente ci sono gli immancabili mozziconi di sigaretta e i tappi di bottiglia. Ma con differenze da spiaggia a spiaggia, almeno per le sigarette: «A Eraclea e Caorle abbiamo trovato pochi mozziconi e sa perché? Lì intorno è proibito il fumo, per cui la differenza rispetto alle spiagge libere è netta. Lo stesso non si può dire nel lido di Venezia».

Cittadini e turisti: la consapevolezza ambientale

In tanti si sono uniti alle operazioni di pulizia: cittadini ma pure turisti. Accanto alla pulizia ambientale, l’edizione 2026 ha introdotto anche un’attività di “citizen science”, coinvolgendo i volontari nella catalogazione dei rifiuti raccolti. Attraverso schede tecniche basate sul disciplinare europeo di monitoraggio del beach litter, sono stati raccolti dati su tipologia e materiali, che saranno ora analizzati e trasmessi alla banca dati europea per contribuire allo studio del fenomeno del marine litter.

I dati raccolti nel corso delle attività saranno ora elaborati per fornire un quadro più dettagliato della presenza di rifiuti lungo le coste venete, con l’obiettivo di supportare future azioni di prevenzione e intervento.

I volontari

«Un aspetto interessante – ha osservato De Gaetano – è che la composizione dei volontari è stata molto varia. Non tanto in termini numerici, siamo sui numeri degli altri anni. Ma sono venute diverse famiglie e questo è stato bello. Così come è stato bello il fatto che si sono uniti dei turisti stranieri: ci hanno visto pulire le spiagge, hanno chiesto di darci una mano. Da tanti luoghi del mondo: dalla Cina alla Francia».

Dunque è cresciuta la consapevolezza? «Adesso le parole hanno un livello di informazione che non hanno mai avuto in passato – ha concluso il fondatore e presidente di Plastic Free Onlus -. Le persone sono disposte ora ad accettare anche qualche scomodità se ci sono impatti positivi sull’ambiente». Per come siamo partiti non è poco.

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