Cina-Taiwan, duello in Africa: il caso eSwatini e la politica dei dazi zero
dal nostro corrispondente Alberto Magnani
3' di lettura
3' di lettura
Da rifiuto galleggiante a materia prima per nuovi prodotti. Il tutto, grazie all’attività dei “pescatori della plastica”. È un altro tassello nel mosaico dell’economia circolare in cui la sostenibilità si sposa con la difesa la tutela dell’ambiente.
Un motivo che accomuna anche i rappresentanti di Coopservice, azienda emiliana che dal 2024 ha aggiunto il progetto “Ripuliamo il mare” a una iniziativa per la tutela marina, finalizzata a ripristinare le praterie di Posidonia oceanica nel mar Mediterraneo. Attualmente l’azienda è coinvolta anche progetti Fishing for Litter e Netreborn sviluppati nelle aree della costa romagnola, in collaborazione con le organizzazioni Sea The Change e Fondazione Cetacea e la partecipazione attiva di pescatori locali.
«Con Fishing for Litter finanziamo la raccolta di rifiuti presenti in mare attraverso uscite di pescherecci locali specificamente dedicate a questa attività - sottolinea Davide De Lucia, communication specialist di Coopservice -. Con Netreborn, invece, abbiamo dotato una cooperativa di pescatori di Cesenatico di cassette in plastica riutilizzabili in sostituzione dei contenitori in polistirene monouso che, ammalorandosi e decomponendosi, possono rilasciare microplastiche letali per la fauna e la flora acquatiche. I risultati di queste attività sono documentati annualmente in un accurato report d’impatto che riporta analiticamente tutti i dati rilevati».
Alcuni numeri: 250 metri di reti raccolte dai pescherecci (le retine in plastica costituiscono oltre il 77% dei rifiuti raccolti) e, grazie alle cassette riutilizzabili, 8.950 chili di plastica monouso evitata. «Lo scorso anno è stato coinvolto anche un gruppo di nostri dipendenti in una giornata di clean-up alla foce del fiume Marecchia a Rimini - aggiunge De Lucia -, durante la quale sono stati raccolti 15 sacchi di rifiuti per un totale di 500 chilogrammi».
Nello specchio del Mediterraneo ci sono anche altre realtà che si occupano di recuperare plastica e altri rifiuti che diventano poi materia prima come la Gravity Wave: azienda sociale che collabora con oltre 4.000 pescatori nel Mediterraneo per recuperare plastica dai fondali, trasformandola in mobili e prodotti di design. L’azienda, come sottolinea nel suo sito, ha raccolto più di 1.179.995 chilogrammi di plastica in collaborazione con 200 aziende e 7 mila pescatori.