Professioni digitali

Pubblicità trasparente, il quadro normativo per gli influencer

Pubblicati gli allegati Agcom a supporto delle Linee guida e del Codice di condotta

di Camilla Colombo

A young Caucasian influencer, creatively recording a vlog on her sofa with a ring light and mobile, sharing inspiration and connecting online.

2' di lettura

English Version

2' di lettura

English Version

Un altro passo verso la regolamentazione degli influencer e di tutte quelle professionalità che gravitano intorno all’influencer marketing, un settore che, in Italia, vale quattro miliardi e ha un impatto occupazionale di 52mila posti di lavoro. A distanza di poco più di un mese dal 5 febbraio, la data entro cui iscriversi all’elenco degli influencer (la cui pubblicazione sul sito di Agcom è attesa a luglio), l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha diffuso due documenti a supporto della corretta applicazione delle Linee guida e del Codice di condotta, stabiliti con la delibera 197/25.

Se l’allegato B, «Faq sintetiche e operative», si rivolge agli influencer con domande e risposte per un uso immediato e una corretta conoscenza degli obblighi di trasparenza pubblicitaria, comportamenti ammessi o vietati e tutela dei minori, l’allegato A, «Quadro normativo e profili procedurali», è destinato prevalentemente ad avvocati, media agency, brand e operatori che hanno bisogno di conoscere l’evoluzione normativa.

Loading...

La normativa di riferimento

A questo proposito, primario in Italia resta il Dlgs 208/2021, anche noto come Testo unico dei servizi di media audiovisivi (Tusma), soprattutto negli articoli da 41 a 43, cui si affiancano il divieto di pratiche commerciali scorrette e la tutela del consumatore, già introdotti nel Codice del consumo (Dlgs 206/2005, articoli 20-27), e le novità recepite dal Digital services act (regolamento Ue 2022/2065), specialmente in materia di trasparenza della pubblicità sulle piattaforme online e di registri pubblicitari.

Vanno poi ricordati gli standard di settore, come il regolamento Digital Chart di Iap, approvato nel 2024, che si focalizza sulla riconoscibilità della comunicazione commerciale diffusa attraverso internet, e le regolamentazioni Agcom degli ultimi anni che indirizzano sempre di più il settore verso una professionalizzazione.

La regolamentazione Agcom

Con il «Quadro normativo e profili procedurali», l’Autorità elenca le indicazioni che vanno seguite per evitare sanzioni amministrative pecuniarie (in proposito, si veda Il Sole 24 Ore del 3 febbraio). Stabilito chi sia un influencer o content creator – una persona fisica o giuridica (anche tramite personaggi virtuali) che crea e seleziona contenuti diffusi al pubblico tramite piattaforme online, assumendo la responsabilità editoriale su ciò che pubblica, e per cui rileva il ricevere un corrispettivo in denaro, prodotti, servizi o benefici – l’Autorità pone l’accento sulla responsabilità di una comunicazione trasparente per quanto riguarda la promozione, la sponsorizzazione, l’inserimento di prodotti o il contenuto brandizzato veicolato sui propri account digitali. In altre parole, all’utente della piattaforma deve essere chiaro, tramite diciture semplici ed esaustive, se il contenuto ha finalità promozionale.

In quest’ottica, aumenta l’interesse di agenzie, centri media e altri soggetti nel predisporre contratti adeguati a garantire la conformità delle comunicazioni.

Infine, particolare attenzione deve essere prestata alla tutela dei minori, con il divieto di pubblicare contenuti nocivi allo sviluppo o che incitano all’odio, alla discriminizione e al cyberbullismo. Rilevante l’invito a evitare filtri o tecniche di editing che alterino sensibilmente la percezione del corpo o del volto. Divieti e limiti specifici anche per la promozione di tabacco, sigarette elettroniche, medicinali, giochi con vincite in denaro.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti