Digital creator e influencer, ecco le 25mila imprese che vivono e guadagnano con i social
Il 93% è costituito da micro e piccole imprese ma le aziende si stanno sempre più strutturando. Crescita senza sosta dopo gli anni della pandemia. Milano è l’hub digitale nazionale con oltre 3.800 realtà
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I punti chiave
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YouTuber, tiktoker, influencer e video maker. Non sono per niente affatto un hobby ma nuove attività economiche. Per l’esattezza 25mila in tutta Italia, che hanno trasformato competenze digitali e creatività in realtà produttive strutturate. A metterlo in evidenza è la ricerca condotta da InfoCamere in collaborazione con l’Università di Padova, da cui, tra l’altro, emerge una distribuzione senza troppi strappi tra le diverse aree geografiche del Paese: il Nord Ovest raccoglie il 30,2% delle imprese (7.681), il Centro il 26,9% (6.834), il Mezzogiorno e le Isole il 27,9% (7.103) e il Nord Est il 15,0% (3.811).
In continua crescita
Come rileva la ricerca tra il 2015 e il 2024 il numero di digital content creator è cresciuto del 185%, passando da circa 9mila a oltre 25mila imprese. L’aumento è stata soprattutto dalle aziende che operano direttamente nei settori della produzione audiovisiva, del marketing digitale e della gestione di piattaforme online. Poi ci sono anche le imprese «ibride», ossia quelle che integrano la content creation in settori tradizionali come moda, turismo, fitness e consulenza. Anche qui l’aumento è impressionante, perché sono più che raddoppiate (+155%).
Un punto di svolta è stato rappresentato dal biennio 2020-2021: in pratica il Covid ha accelerato la domanda di contenuti e servizi di comunicazione online, aprendo nuove opportunità di mercato. E la crescita è stata continua.
La distribuzione uniforme
La distribuzione territoriale, come anticipato, non presenta differenze eccessivamente marcate. Milano conferma il suo ruolo di hub digitale nazionale con oltre 3.800 imprese (15% del totale), ma accanto ai poli tradizionali emergono nuove realtà come Puglia, Sicilia e Campania, dove il contenuto digitale è diventato strumento di promozione territoriale e di narrazione identitaria. Il profilo di queste imprese restituisce l’immagine di un settore giovane e dinamico. Oltre l’80% delle imprese ha meno di 10 anni di attività, contro il 60% del campione di controllo costituito da imprese tradizionali dello stesso settore. Gli amministratori hanno un’età mediana di 48-49 anni, circa 6 anni in meno rispetto alla media nazionale, con una forte presenza di under 40 e, nelle imprese core, anche di under 30.
Le donne ai vertici
Come riporta la nota diffusa da Infocamere, emerge inoltre una quota lievemente più alta di donne amministratrici (27,6% nelle ibride, contro il 26,3% nelle imprese di controllo). Un dato che va letto con una maggiore accessibilità imprenditoriale in un settore dove le barriere d’ingresso sono più basse: non servono grandi capitali, ma competenza digitale, creatività e capacità di costruire comunità online.









