(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Viaggia in rialzo Prysmian a Piazza Affari, trainata dall’acquisizione dell’americana Atkore che alla vigilia non aveva entusiasmato gli animi degli investitori. Secondo gli analisti di Deutsche Bank (che hanno un giudizio Buy e target price a 167 euro), con questa operazione «punta ad applicare un modello già collaudato: acquisire una piattaforma di grandi dimensioni negli Stati Uniti in una fase di margini depressi e, successivamente, rilanciarne la redditività e accelerarne la crescita attraverso un approccio commerciale integrato, miglioramenti operativi e un controllo più rigoroso dei costi, ampliando al contempo l'offerta nel segmento dei data center».
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Secondo gli esperti il deal migliora il profilo di Prysmian negli Stati Uniti e rafforza le motivazioni «a favore di una quotazione secondaria a New York, avvicinando il gruppo all'obiettivo di ridurre il divario di valutazione rispetto ai concorrenti statunitensi e asiatici». Sotto il profilo finanziario, dopo aver rivisto le stime per le singole divisioni e incorporato gli effetti dell'acquisizione a partire dal 2027, inclusi gli impatti del relativo finanziamento, Deutsche Bank aumenta le previsioni di ebitda di gruppo dell'1% per l'esercizio 2026 e, in media, del 12% per il biennio 2027-2028. In particolare secondo la banca, Prysmian continua a offrire una solida dinamica di crescita degli utili, con diversi potenziali catalizzatori nei prossimi 6-12 mesi, tra cui ulteriori operazioni di M&A, nuovi accordi con gli hyperscaler, una quotazione a New York e un possibile rialzo degli obiettivi di medio termine in occasione del Capital Markets Day previsto nella prima metà del 2027.
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Giudizi positivi anche per gli analisti di Equita (Giudizio Buy e target price a 178 euro) che si concentrano sulla call che si è tenuta dopo l’annuncio dell’operazione. «Il management», sostengono i broker, «ha mostrato una forte convinzione sul razione dell’acquisizione evidenziando l’elevata complementarietà e lo spazio per ampie sinergie». Inoltre «rafforza l’esposizione ai trend strutturali dell'elettrificazione e dei data center negli Usa». Alla luce dei fondamentali di Atkore e «dei primi segnali di miglioramento operativo (3 trimestre 2026 concluso a giugno con ebitda adjusted in crescita di circa il 5%, rispetto al calo del 30% registrato nel trimestre precedente), riteniamo che il prezzo pagato da Prysmian sia ragionevole, pari a circa 18 volte il rapporto P/E adjusted 2026 e 11x volte il rapporto Ev/ebitda adjusted, anche considerando che i livelli di redditività si collocano in prossimità di un minimo ciclico». Gli esperti ritengono che «l'operazione possa generare valore per circa 1 miliardo, grazie principalmente alla capacità di Prysmian di realizzare le sinergie previste entro il 2029 e al rafforzamento del proprio posizionamento competitivo negli Usa. Le sinergie appaiono realistiche alla luce del consolidato track record del management nell'integrazione di acquisizioni, come dimostrato più recentemente dal successo dell'operazione Encore Wire».
Infine secondo Banca Akros «Prysmian ha confermato che l'operazione è strategicamente finalizzata ad accelerare la trasformazione del gruppo da semplice produttore di cavi a fornitore di un'offerta più ampia di soluzioni per l'elettrificazione», mantenendo al contempo una rigorosa disciplina finanziaria e preservando i «parametri coerenti con un merito di credito investment grade. Il giudizio (neutral) e il prezzo obiettivo (130 euro) sono stati confermati».
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