Market Mover

Euro digitale, a che punto stiamo?
Dopo il via libera della commissione per gli affari economici e monetari ecco la tabella di marcia per una prima sperimentazione nel 2027
Ascoltalo ora2' di lettura
2' di lettura
La parola d’ordine è il rigore. Anche se, a farla da padrone saranno i prodotti per la tavola. Poi l’elettronica e per finire l’abbigliamento. Il tutto con una speranza: riuscire a compensare le perdite che si sono registrate negli ultimi mesi a causa dell’inflazione e degli aumenti legati a ciò che avviene nello scenario internazionale. È il sentimento diffuso tra gli operatori che vedono, proprio nelle ultime settimane dell’anno, un’occasione per provare a invertire un percorso che, soprattutto nei mesi precedenti, non è stato particolarmente positivo e dove resta ancora vivo il timore di nuovi rincari.
«I dati sulle vendite pubblicati da Istat indicano un andamento negativo di alcuni settori del retail non food quali elettronica, abbigliamento e scarpe e accessori - premette Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione -. Anche le ultime rilevazioni sulla fiducia dei consumatori confermano un trend negativo, certamente influenzato anche dai drammatici eventi internazionali». Cautela quindi, anche in vista del periodo che invoglia i consumatori a fare maggiori spese. «La preoccupazione principale delle persone riguarda la sfera economica, le prospettive occupazionali e gli effetti sulla propria situazione familiare - aggiunge Buttarelli -. In vista della fase finale dell’anno, così importante per le imprese del largo consumo e non solo, questi segnali sono preoccupanti e fanno prevedere una contrazione dei consumi, in particolare per il settore non alimentare e per gli acquisti non essenziali».
A farsi sentire sul settore degli acquisti è sicuramente il peso dell’inflazione che, come sottolinea Mariano Bella, responsabile dell’Ufficio Studi di Confocommercio, parla di un campo con forti di elementi di debolezza.
«Le previsioni sono al ribasso - dice -, c’è una debolezza dei consumi e negli investimenti per il 2024».
Parte da ottobre il responsabile dell’ufficio studi per arrivare poi a dicembre e sottolineare che «l’inflazione ha fortemente minato il potere d’acquisto delle famiglie» che hanno rinunciato a spendere su abbigliamento «con il caldo che ha disincentivato a fare acquisti», ma anche su elettronica ed elettrodomestici. Dopo i black friday e black week ora si guarda all’ultimo sprint. «I numeri sono e saranno sgradevoli - sottolinea - confidiamo in un certo recupero che non sarà sufficiente a invertire la rotta o a cambiare un dato già negativo, ma quantomeno a rendere meno pesante la botta».