Le previsioni

Viaggi per le vacanze di Natale? Città d’arte e montagna in testa alle prenotazioni

Il periodo natalizio conferma il trend generale che, dall’inizio dell’anno, fa registrare una crescita rispetto al periodo della pandemia ma non ancora sufficiente a superare i numeri del 2019

di Davide Madeddu

Skiing in one of the most beautiful ski resort from Val Gardena

2' di lettura

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La ripresa del mercato delle vacanze è lenta e viaggia a due velocità. Da una parte quella moderata dei turisti italiani, dall’altra quella più spinta degli stranieri che arrivano in Italia.

E il periodo natalizio conferma questo andamento che, dall’inizio dell’anno, fa registrare una crescita rispetto al periodo della pandemia ma non ancora sufficiente a superare i numeri del 2019. Per avere dati certi è necessario aspettare ancora ma tra gli operatori si registra comunque l’andamento del settore.

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Una crescita lenta

«I nostri dati, riferiti alla fine di ottobre ed estratti da un campione di circa 1.000 imprese su 30.000 confermano un andamento di crescita - sottolinea Alessandro Nucara, direttore di Federalberghi -, e parliamo di un mercato che viaggia a due velocità con gli stranieri che performano bene e con gli italiani che hanno, invece, viaggiano con maggiore cautela». In questo scenario le aspettative degli addetti ai lavori sono positive. «I nostri auspici sono che il trend continui a essere questo - argomenta Nucara -. Ossia, crescita seppure lenta ma costante». A destare qualche preoccupazione, sono gli avvenimenti che si registrano nello scenario internazionale. «La speranza è che non ci siano altri stravolgimenti capaci di intervenire sul mercato straniero, perché situazioni di questo tipo potrebbero modificare questo andamento».

Le città italiane

C’è poi la parte che interessa l’Italia. A sentire il direttore di Federalberghi, andranno bene «Roma, Milano,Venezia, Firenze» e comunque «le città d’arte». «Per questi grandi centri - argomenta ancora - si conferma l’attenzione e l’interesse dei turisti, sopratutto stranieri, anche se non mancano quelli italiani che hanno scelto questa opzione al posto di un viaggio all’estero».

A rilento le prenotazioni per l’estero

Una riflessione condivisa anche da Giuseppe Cimminnisi, presidente Fiavet, la Federazione italiana delle associazioni di imprese viaggi e turismo: «La tendenza delle prenotazioni per viaggi all’estero non è ottimale. E questo fatto è dovuto a quanto succede nello scenario internazionale, non dobbiamo dimenticare le guerre in corso. Tra numerosi clienti riscontriamo diffidenza e preoccupazione per la sicurezza». Una situazione che spinge, coloro che intendono trascorrere le festività o i giorni precedenti fuori casa, a scegliere l’Italia. «Non a caso riscontriamo una maggiore richiesta per il meridione sopratutto per Natale, da parte delle famiglie - argomenta ancora Cimminnisi -. Per il periodo di Capodanno, invece, crescono le domande per la montagna e, complice il tempo, i luoghi con la neve. In questo caso più che famiglie con bambini si tratta di coppie». In tutta questa partita poi si devono inserire gli acquisti dell’ultimo momento che, come rimarcano i diversi operatori, stanno diventando una costante.

Volume d’affari da quantificare

Resta poi da chiarire l’aspetto legato ai volumi d’affari. «Perché i rincari hanno giocato un ruolo importante - conclude - e questo significa che, proprio per gli aumenti avremo magari lo stesso fatturato ma meno persone che si sono spostate». Quanto ai costi: «Si parte da un minimo di 400 euro a persona per 31 e 1 per poi salire a seconda dei giorni e del tipo di vacanza».

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