Cronaca

Procura generale di Milano valuta revisione processo Stasi, Pg Nanni: studio carte né facile né veloce

La Procura generale di Milano esaminerà nuove prove e consulenze che potrebbero modificare la sentenza di condanna di Alberto Stasi per l'omicidio del 2007.

di Enrico Bronzo

Alberto Stasi lascia il Palazzo di Giustizia al termine dell'udienza del processo d'appello bis per l'omicidio di Chiara Poggi, Milano, 9 aprile 2014. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO ANSA

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Oggi 24 aprile la procuratrice generale presso la Corte di Appello di Milano, Francesca Nanni, ha incontrato l’avvocato generale di Corte d’Appello di Milano, Lucilla Tontodonati, e il procuratore capo della Repubblica di Pavia, Fabio Napoleone, per discutere la richiesta di revisione del processo per il delitto di Garlasco, per il quale è stato condannato nel 2015 a 16 anni di carcere Alberto Stasi, l’allora fidanzato della vittima, Chiara Poggi assassinata il 13 agosto del 2007.

Nelle prossime settimane, come ha affermato Nanni, arriverà un’informazione dalla Procura di Pavia su quanto fatto con la relativa documentazione.

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Studieremo i documenti e valuteremo se chiedere ulteriori atti per presentare una eventuale richiesta di revisione a Brescia” sulla sentenza di condanna a Stasi.

A breve la chiusura delle indagini per Sempio

È attesa a breve la chiusura delle indagini per Andrea Sempio, atto che di norma prelude la richiesta di rinvio a giudizio, per omicidio volontario in concorso con Stasi o con ignoti anni.

È in questo quadro che è stata discussa l’eventuale istanza di revisione da presentare alla Corte d’Appello di Brescia.

Le carte

1) la perizia genetico-forense affidata all’esperta della Scientifica Denise Albani, che ha stabilito che c’è una “probabilità” da “moderatamente forte” a “forte e moderato” che su due unghie di Chiara Poggi ci sia una traccia mista (doppio profilo maschile), parziale (incompleta) e aplotipica (Y) che è compatibile con la linea paterna dell’indagato Sempio, ma che è insufficiente a identificare “un singolo soggetto”, e che è impossibile stabilire se le tracce si trovino “sotto o sopra” le unghie, da “quale dito” provengano, come si siano depositate, perché ciò sia avvenuto, se con una “contaminazione” o per “trasferimento”, “diretto o mediato”, e “quando” ciò sarebbe avvenuto;

2) le consulenze dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, che ha rivisito tutte le carte e la documentazione degli esami medico-legali e dell’autopsia del 2007 effettuata dal dottor Ballardini, per provare a indicare con quante e quali armi sia stata uccisa Chiara Poggi, fissare l’orario del delitto e del decesso, che le sentenze hanno stabilito (con il ragionamento logico, non con le prove scientifiche, che sono sempre state molto difformi fra loro) essere avvenuto fra le 9.12 e le 9.35 del mattino:

3) la nuova consulenza informatica sul pc di Chiara Poggi affidata all’esperto Paolo Dal Checco. C’è l’analisi della scena del crimine con la Bpa - Bloodstain Pattern Analys, la disciplina che studia le tracce di sangue, effettuata dal Ris di Cagliari;

4) la consulenza dattiloscopica affidata al tenente colonnello Gianpaolo Iuliano e al dottor Nicola Caprioli sulla traccia 33, repertata (ormai solo in foto, il materiale non esiste più ed è andato distrutto) sulla parete destra della scala della villetta di via Pascoli, su cui fu rinvenuto il cadavere della vittima. La Procura di Pavia ritiene essere quella l’impronta del palmo di Sempio, ipotesi contestata sia dalla difesa del 37enne, sia da quella della parte civile della famiglia Poggi.

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