Market Mover

Titoli di Stato sotto tiro
Non si arresta l’ondata di vendite sul segmento dei governativi. Perché? Ne parliamo con Andrea Campisi, senior investment manager di Pictet AM
Ascoltalo oradi Morya Longo
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Le Banche centrali affossano ancora le Borse giovedì. Ma contemporaneamente la Bce, pur nella vaghezza del suo piano anti-spread annunciato mercoledì, riesce a sostenere i titoli di Stato italiani e a ridurre il differenziale tra BTp e Bund fino a 213 punti base. Considerando che era a 252 martedì sera, prima della riunione di emergenza della Banca centrale di mercoledì, il movimento è davvero rilevante.
Il mercato è insomma preso tra due contrapposte emozioni: da un lato prova a credere nello scudo anti-spread (anche se i dubbi sono ancora tanti), ma dall’altro teme che le banche centrali abbiano perso il controllo dell’inflazione e che siano costrette a rialzare i tassi più del previsto. Con il rischio di affondare l’economia. Morale: Borse in caduta giovedì (Milano -3,32%, Francoforte -3,31%, Parigi -2,39%, Londra -3,14%), ma spread tra BTp e Bund in calo. Durerà? Su questo il mercato nutre ancora un certo scetticismo.
Partiamo proprio dai titoli di Stato. Giovedì a causare un restringimento degli spread è stata l’indiscrezione, battuta dalle agenzie di stampa intorno alle 13,26, che lo scudo della Bce possa arrivare già a luglio. Questo ha avuto un effetto ovvio sui titoli di Stato.
Da un lato negli ultimi due giorni sono rimasti pressoché stabili (e saliti giovedì) i rendimenti dei decennali tedeschi, che saranno penalizzati dallo scudo anti-spread: martedì sera rendevano l’1,75%, mercoledì sera l’1,64% e ieri hanno chiuso a 1,70%.
Dall’altro sono scesi i rendimenti dei BTp italiani: sono partiti dal 4,27% di martedì sera, per calare a 3,81% mercoledì e chiudere giovedì a 3,85%. Giù dal 3,13% di martedì al 2,88% anche i titoli spagnoli.