Manovra, Giorgetti: contributo dalle banche assolutamente doveroso. «Sulla rottamazione in vista risultato ragionevole»
Prime stime nel Dpfp: +0,5% Pil tendenziale 2025, +0,7% il 2026. Il nuovo documento che sarà inviato in Parlamento entro il 2 ottobre delinea i principali indicatori economici dell’Italia
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Sulla tassazione delle banche «non andiamo a fare crociate, ci metteremo al tavolo con loro e troveremo il modo in cui possano dare un contributo al sollievo fiscale, mi sembra assolutamente doveroso». Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in collegamento con un evento elettorale della Lega a Pesaro, aggiungendo «se si guardano i bilanci di questi ultimi cinque anni, vediamo settori che hanno subìto pesantemente gli effetti della crisi sui costi dell’energia, e settori che magari per bravura, come il bancario, hanno fatto utili stratosferici. Credo che in una logica di sistema, senza bullizzare nessuno, sia giusto che tutti diano un contributo».
Su rottamazione in vista risultato ragionevole
«L’obiettivo è arrivare alla pace fiscale, termine migliore di rottamazione e battaglia storia della Lega. Ci stiamo lavorando, ormai siamo in vista di un risultato ragionevole utile per arrivare a possibilità di far rifiatare chi si trova in questa situazione, di farlo lavorare per se e la propria impresa e contribuire in ragione delle sue possibilità». Così ancora Giorgetti.
Festeggiare rating e spread ha senso, risorse per spese importanti
«Non è che quando celebriamo il rating e l’abbassamento dello spread, questo non abbia un significato. Semplicemente se avevamo lo spread ancora a 250 oggi, invece che a 80, il costo degli interessi si sarebbe mangiato non soltanto qualsiasi possibilità di ridurre le imposte, ma addirittura anche la possibilità di finanziare spese importanti come quella della sanità». Lo ha rimarcato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo in videocollegamento a un evento elettorale nelle Marche.
Prime stime nel Dpfp: +0,5% Pil tendenziale 2025, +0,7% il 2026
Un andamento economico in contrazione quest’anno e un lieve miglioramento il prossimo. Sarebbero queste, secondo quanto risulta all’Ansa, le prime indicazioni che emergono dalle prime stime provvisorie del Pil contenute nel Dpfp, il nuovo documento che sarà inviato in Parlamento entro il 2 ottobre e che delineerà i principali indicatori economici dell’Italia. Al momento la crescita tendenziale, cioè l’andamento del Pil al netto di misure future, segna +0,5% per quest’anno e +0,7% nel 2026.
S&P vede cifre al rialzo
L’economia italiana crescerebbe dello 0,6% quest’anno, nel 2026 dello 0,8% e l’anno successivo dello 0,9%. Lo si legge nell’ultimo Economic Outlook Eurozone di S&P, che prevede per l’area euro una crescita dell’1,1% per il primo biennio e poi dell’1,4% nel 2027. La Germania, stagnante a un modesto 0,2% nel 2025, accelererebbe grazie al suo massiccio piano d’investimenti in difesa e infrastrutture a 1,1% e 1,6% nei due anni successivi.








