Presunto omicida di Villa Pamphili: indagini su identità e misteri
Le indagini svelano doppia identità e movimenti sospetti del presunto killer di Villa Pamphili a Roma.
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Anche due mesi per estradizione se coinvolti Usa
Si restringe alla nazionalità ucraina o russa l’attività di indagine degli inquirenti per accertare l’identità della donna trovata morta nel parco di Villa Pamphili a Roma il 7 giugno scorso.
Gli investigatori, coordinati dalla Procura, stanno cercando di ricostruire quando la donna è arrivata in Italia, assieme a Rexal Ford,
il cittadino americano di 46 anni fermato sull’isola greca di Skiathos e accusato della morte della bimba di sei mesi, il cui corpo è stato trovato a circa 200 metri da quello della madre. La ragazza, circa 30 anni, secondo alcuni testimoni si faceva chiamare Stella.
Nel capo di imputazione, contenuto nel mandato di arresto europeo, viene contestato l’omicidio volontario per strangolamento con l’aggravante della minore età della vittima e occultamento di cadavere. Le altre aggravanti, come quello del legame di parentela, potranno essere contestate solo quando verrà accertato tramite esame del Dna che Ford sia effettivamente il padre della piccola.
Sul fronte delle procedure per l’estradizione, gli inquirenti stimano in almeno una ventina i giorni necessari ma se il fermato si opporrà e chiederà di essere estradato negli Stati Uniti i tempi si potrebbero allungare fino a due mesi.








