Il sondaggio

Incremento del gradimento per Trump: implicazioni sulla campagna presidenziale

Il tasso di gradimento per Trump aumenta, mentre Biden si ritira: quali conseguenze per le elezioni?

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“E’ stato il più grande onore della mia vita servire come presidente. E anche se era mia intenzione cercare la rielezione, credo che sia nel miglior interesse del mio partito e del Paese di ritirami e concentrarmi solamente sui mai compiti come presidente per il resto del mandato”, ha affermato Joe Biden in una una lettera postata su X.

I sondaggi, d’altronde, già andavano in questa direzione. Secondo una rilevazione condotta da Abc-Ipsos, per il 61% degli americani Joe Biden avrebbe dovuto ritirarsi dalla corsa alla Casa Bianca.

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Parallelamente, il tasso di gradimento per Donald Trump ha visto un incremento significativo. In seguito all’attentato, l’ex presidente e candidato repubblicano ha ottenuto un’impressione favorevole dal 40% degli americani. Il dato rappresenta il più alto livello di apprezzamento per Trump negli ultimi quattro anni e pare suggerire un cambiamento in positivo nella percezione pubblica del leader repubblicano.

In termini di raccolta fondi, Donald Trump sembra aver superato Joe Biden nel secondo trimestre dell’anno (aprile-giugno). Secondo un’analisi comparata dei dati delle rispettive campagne elettorali, pubblicata dal Financial Times, i gruppi di raccolta fondi allineati con Trump hanno accumulato un totale di 431,2 milioni di dollari. Questa cifra supera di 98,9 milioni di dollari quanto raccolto dai gruppi pro-Biden, che hanno raggiunto un totale di 332,4 milioni di dollari.

Questi sviluppi potrebbero avere implicazioni rilevanti sulla campagna presidenziale in corso. L’aumento del tasso di gradimento per Trump, combinato con il suo successo nella raccolta fondi, potrebbe rafforzare la sua posizione.

Nella mattinata del 21 luglio, Biden non sembrava accennare passi indietro: “E’ un miracolo. Per una volta Donald Trump ha detto la verità. Questa è l’elezione più importante della nostra vita. E io la vincerò”, ha scritto su X. Salvo poi ritrattare tutto con quella lettera, sempre su X.

Lo speaker repubblicano della Camera Mike Johnson aveva avvertito che un tentativo di sostituire Joe Biden nella corsa alle presidenziali avrebbe potuto portare a cause legali dopo che circa 14 milioni di persone hanno votato per lui alle primarie democratiche in tutto il Paese. “Sarebbe sbagliato, e credo illegale, secondo le regole di alcuni Stati, che una manciata di persone si mettesse in una stanza sul retro e cambiasse il candidato perché non gli piace più. Non è così che dovrebbe funzionare”, ha detto.

La palla, adesso, passa ai Dem.

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