Portolano: «Scenario di competizione permanente. Nulla come prima, impegno gravoso forze armate»
L’intervento in audizione sul Documento programmatico per la Difesa, per il triennio 2024-2026 davanti alla terza Commissione Affari esteri e difesa del Senato
di Andrea Carli
6' di lettura
I punti chiave
- Intese militari tra India, Arabia Saudita e Sudafrica (che non prendono posizione a livello internazionale)
- Nulla come prima, impegno gravoso forze armate
- Serve definire livello di priorità in sicurezza Paese
- Gli investimenti sulla capacità nazionale di difesa aerea e missilistica
- I recenti attacchi alle infrastrutture subacquee
- Il fronte delle munizioni
- La componente terrestre
- La flotta navale
- I sommergibili
- Il caccia di sesta generazione
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Non c’è solo il conflitto in Medio Oriente, che nelle ultime ore ha registrato una tregua in Libano tra Israele e Hezbollah, o la guerra in Ucraina, o ancora la crisi nel Mar Rosso, dove le imbarcazioni sono sotto la minaccia dei droni e dei missili lanciati dagli Houthi dello Yemen. L’instabilità si ripercuote nel Mediterraneo allargato, sicuramente, ma «altri concatenati focolai di tensione, nei Balcani, in Caucaso, nel Sahel e in Indo-Pacifico, minacciano la stabilità dei paesi occidentali, con forme di contesa sempre più aspre e pericolose, con azioni sotto la soglia del conflitto, in modalità ibrida e sfruttando il potere dirompente delle azioni perpetrate nella sfera cognitiva… (anche attraverso l’uso estensivo, ad esempio, dell’intelligenza artificiale, del machine learning e dell’analisi quantistica, ecc…)», ha ricordato il Capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, intervenuto in audizione sul Documento programmatico per la Difesa, per il triennio 2024-2026 davanti alla terza Commissione Affari esteri e difesa del Senato.
Intese militari tra India, Arabia Saudita e Sudafrica (che non prendono posizione a livello internazionale)
Come se ciò non costituisse già uno scenario “impegnativo” sul piano della difesa e della sicurezza, c’è un altro fattore da prendere in considerazione: «Allo stesso tempo - ha sottolineato - altre potenze medie, come l’India, l’Arabia Saudita o il Sudafrica, stanno emergendo come attori importanti sulla scena globale. Sebbene esse abbiano poche caratteristiche in comune, stanno esercitando la propria autonomia modulando le loro intese (anche militari), spesso senza prendere posizione a livello internazionale».
Più ampiamente, secondo il Capo di Stato maggiore della Difesa, «stiamo quindi osservando uno scenario di “competizione permanente”, i cui effetti si riverberano tanto sul piano militare, quanto in ogni altro settore di interesse nazionale…, da quello economico, a quello industriale, energetico e sociale».
Nulla come prima, impegno gravoso forze armate
Se questo è il contesto, la conclusione è giunta da sè. «Dalla prospettiva di capo di Stato Maggiore della Difesa sono consapevole che nulla sarà come prima e che le forze armate sono attese da un impegno gravoso e di lunga durata che richiederà l’impiego di personale, mezzi e materiali su ampia e crescente scala», ha confidato Portolano. «Sullo sfondo di tale scenario», Portolano ritiene «essenziale sviluppare un approccio sempre più integrato e multidimensionale che coinvolga istituzioni e privati a presidio degli interessi vitali e strategici del Paese». «In tal senso - ha continuato - alla Difesa sono richieste prontezza operativa, adattabilità e resilienza, per fronteggiare minacce convenzionali e asimmetriche, anche in condizioni di prolungato conflitto ad alta intensità…qualora richiesto».
Serve definire livello di priorità in sicurezza Paese
Come procedere? ««Ritengo che oggi, ancor più di ieri, si debba guardare a una chiara strategia di sicurezza nazionale, che definisca chiaramente il livello di ambizione e le priorità e, rispetto alla quale, ciascun attore istituzionale metta a disposizione competenze e professionalità», è l’indicazione del capo di Stato Maggiore della Difesa.









