L’audizione al Senato

Dai Samp/T al caccia di sesta generazione, agli F35: ecco il piano Crosetto per la Difesa

Il ministro Crosetto ha fornito indicazioni sui settori su cui «si è inteso intervenire in maniera più decisa». Impegno finanziario complessivo nel triennio 2024-2026 di circa 28,5 miliardi di euro

di Andrea Carli

Crosetto: prima una difesa italiana forte, poi quella europea

3' di lettura

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Difesa aerea, ma anche carri armati, nuovi F-35 e sviluppo di capacità strategiche nei settori spazio e cyber. Sono questi gli ambiti su cui, stando alle indicazioni fornite giovedì 7 novembre dal ministro della Difesa Guido Crosetto in occasione dell’audizione davanti alla commissione Affari esteri e Difesa del Senato sul Documento Programmatico Pluriennale per la Difesa per il triennio 2024-2026, «si è inteso intervenire in maniera più decisa».

«Il filo conduttore - ha affermato Crosetto - permane quello dei programmi strategici, che fanno convergere le esigenze di sviluppo delle Forze Armate e le capacità produttive dell’industria nazionale, in un’ottica di ricaduta positiva sul tessuto economico nazionale. La ratio è ormai consolidata: utilizzare, ove possibile, l’apparato produttivo nazionale come strumento per soddisfare le esigenze dello Strumento militare e perseguire lo sviluppo delle future tecnologie». «Alla consolidata programmazione operante - ha continuato - si aggiungono 20 programmi di previsto avvio, per un impegno finanziario complessivo nel triennio 2024-2026 di circa 28,5 miliardi di euro».

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I sistemi di difesa aerea e missilistica Samp/T

Il ministro ha elencato i settori sui quali si è concentrata l’attenzione della Difesa. A partire «dalla prosecuzione dell’ammodernamento della capacità nazionale di Difesa aerea e missilistica, anche nell’ottica di acquisire un numero adeguato di sistemi Samp/T, del quale a breve entrerà in servizio la nuova generazione, ormai considerati fondamentali, anche alla luce delle lezioni apprese dai conflitti in Ucraina e in Medio Oriente». «Siamo in attesa dei sistemi anti-missile Samp-T ed io mi sono più volte arrabbiato con l’industria privata che li produce perché 18 mesi per un sistema sono troppi - ha detto Crosetto -. È un anno e mezzo che aspetto il raddoppio della linea di produzione e non sono ancora iniziati i lavori. L’industria della difesa si deve evolvere».

Su questo tema va ricordato che di recente il ministro ha annunciato di aver ordinato 10 sistemi Samp/T di nuova generazione. L’Italia ha già fornito due di queste batterie anti missile all’Ucraina. È pertanto difficile che nel decimo pacchetto di aiuti a Kiev, che viene definito in questi giorni e che dovrebbe essere approvato dal governo tra la fine dell’anno e l’inizio di quello prossimo (e comunque prima che entri in carica Donald Trump), entri un ulteriore Samp/T. Concedere all’Ucraina un’ulteriore Samp/T significherebbe mettere a repentaglio l’assetto difensivo italiano.

La componente pesante terrestre

Nell’intervento il ministro ha parlato anche «di ammodernamento della componente pesante terrestre, attraverso il perseguimento di più linee d’azione parallele e simultanee, quali il rinnovamento di alcune piattaforme già in uso (i carri Ariete), l’acquisizione di carri armati di nuova generazione e l’avvio di un programma per l’acquisizione di una famiglia di piattaforme per la fanteria pesante, sia combat sia di supporto; il tutto anche pensando di mettere l’industria nazionale nelle condizioni di partecipare con un ruolo importante al programma di sviluppo per il futuro MBT (Main Battle Tank)»

... e quella marittima

Crosetto ha sottolineato anche «l’incremento della capacità nazionale di sorveglianza delle aree marittime, mediante la realizzazione di due ulteriori Fremm di nuova generazione nonché l’adeguamento alla versione full e il concomitante upgrade tecnologico dei pattugliatori d’altura (Ppa)».

Il caccia di sesta generazione

C’è poi «la partecipazione al programma di ricerca e sviluppo per il velivolo di sesta generazione “GCAP” e l’avvio dell’acquisizione di ulteriori 24 velivoli Eurofighter (F-2000), per sostituire i velivoli della 1^ tranche il cui phase out è previsto nel 2029».

I settori Spazio e Cyber

«Particolare attenzione - ha sottolineato il ministro della Difesa -viene riservata anche allo sviluppo di capacità strategiche nei settori Spazio e Cyber. Tra i programmi di previsto avvio ne figurano due per l’acquisizione di capacità di cyber defence nel dominio marittimo ed aerospaziale, che si aggiungono a simili progettualità relative alle componenti interforze e terrestre dello Strumento militare».

Altri 25 caccia F35 per l’Italia

A questi interventi, ha affermato Crosetto, «si aggiunge un’importante novità relativa al programma F-35, che ritengo opportuno trattare con più particolari, anche per aggiornare le Commissioni sugli sviluppi del programma. Il DPP 2024 prefigura l’acquisizione di 25 velivoli, portando il totale degli assetti italiani a 115 unità, rafforzando il ruolo dell’Italia nel contesto della sicurezza europea e mantenendo il Polo di Cameri allineato con quelli statunitensi. Si tratta - ha spiegato - dell’avvio di una nuova fase, la numero 3, che prevede l’acquisizione di 15 velivoli a decollo e atterraggio convenzionale (versione Alfa) e di 10 velivoli, a decollo breve ed atterraggio verticale (versione Bravo). L’ipotesi di pianificazione, ad oggi, prevede l’arrivo dei primi velivoli nel 2027 e degli ultimi nel 2032».

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