Attività marittima

Porti, a Tanger Med il primato sul Mediterraneo. Chi sale e chi scende tra i concorrenti

Tra le sette principali città marittime mediterranee, lo scalo marocchino vanta numerosi primati. Incalza Valencia, che ha il miglior equilibrio tra container movimentati e accesso al grande mercato interno. Seguono Marsiglia, Pireo, Genova e Trieste

Una veduta panoramica del porto di Tanger Med, sullo Stretto di Gibilterra, a est di Tangeri, in Marocco, 6 giugno 2024.  (REUTERS/Abdelhak Balhaki)

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Lo snodo centrale del traffico merci nel Mediterraneo si sta concentrando, sempre più, verso il Marocco. Lo testimonia l’incrocio dei dati di diversi studi, che portano ad assegnare a Tanger Med la leadership tra i porti del Mare nostrum, anche se Valencia è il gateway per i container più rilevante dell’area. Restano più arretrati, quanto a volumi di traffici (ma non solo), pur mantenendo caratteristiche di forte rilevanza, altri scali che, nel recente passato, sono stati protagonisti di forti crescite (ma anche di rallentamenti), come il Pireo in Grecia e Trieste in Italia, e altri ancora che detengono, comunque, posizioni importanti per traffici, logistica e tipologie di merci movimentate, come Genova e Marsiglia-Fos. Gioia Tauro, che il più significativo porto tricolore di transhipment (cioè di trasbordo dei container da navi più grandi a unità feeder) ed è l’hub di punta, nel Paese, del gruppo Msc cargo, segna invece un aumento dei traffici ma resta ben distante dal suo omologo marocchino.

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Su questi sette scali si è concentrata la nostra attenzione, in un necessario lavoro di scrematura (che comunque ha tenuto conto anche delle altre realtà operanti nell’area), nel tentativo di individuare la possibile capitale portuale del Mediterraneo nel 2026. Tenendo in considerazione fattori quali scala dei traffici, connettività, accesso al retroterra, efficienza operativa, integrazione industriale, capacità d’investimento e rilevanza strategica. Il tutto, in uno scenario geopolitico in grande mutamento, nel quale le crisi del Mar Rosso e di Hormuz hanno prodotto deviazioni delle rotte sul Capo di Buona Speranza, maggiori distanze di navigazione tra Asia ed Europa, aumento del bunkeraggio, riorganizzazione degli scali e volatilità del transhipment.

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In questo quadro, Tanger Med, come rileva un report prodotto in ambito Osservatorio NextMed, a cui si aggiungono i numeri di Srm (centro ricerche che fa capo a Intesa Sanpaolo) e Assoporti, ha totalizzato, nel 2025, 11,1 milioni di teu (unità di misura pari a un container da 20 piedi), pari a +8,3% sul 2024, raggiungendo anche il record di 161 milioni di tonnellate di merci movimentate, con un incremento del 13,3%. Primati che sono fondati, in larga misura, sul transhipment, sulla localizzazione presso lo Stretto di Gibilterra, a cavallo tra Mediterraneo e Oceano Atlantico, e sull’integrazione con una piattaforma industriale marocchina progettata dallo Stato.

Tanger Med group dichiara oltre 3mila ettari di parchi industriali e logistici, più di 1.400 imprese e un volume d’affari industriale di circa 17,4 miliardi di euro nei settori automotive, aeronautica, tessile, agroalimentare e logistica. E questo segna la differenza tra un terminal di transhipment puro, com’è invece Gioia Tauro, e lo scalo marocchino dove una parte crescente di traffico collegata alla trasformazione industriale e alle esportazioni del Marocco, in particolare l’automotive.

Valencia dall’alto

Una vista della città ripresa dal finestrino di un aereo nei pressi di Valencia, in Spagna, il 2 febbraio 2025. (Foto di Jaap Arriens/NurPhoto/via Reuters)

Velencia, invece, si configura come un grande porto di stazionamento e distribuzione, verso il continente europeo, dei container. Nel 2025 ha totalizzato 5,66 milioni di teu (+3,41%) e 80 milioni di tonnellate di merci (-0,75%). E i suoi principali mercati di riferimento sono Cina, Italia e Usa. Peraltro, dallo scalo spagnolo - che ha segnato, l’anno scorso, una crescita dell’export containerizzato del 5,56% e un aumento delle importazioni del +15,55% - entra nell’economia della Spagna e dell’Europa, e ne esce, una quota più consistente di contenitori, rispetto a quella di Tanger Med. Le connessioni ferroviarie, inoltre, sono in crescita.

Proseguendo la panoramica in ordine di traffici, il Pireo, nel 2025, ha movimentato 4,64 milioni di teu, segnando un calo del 3,1%; mentre le tonnellate di merci non sono conteggiate ma storicamente (secondo l’Athens stock exchange) si aggirano tra 60 e 70 milioni di tonnellate. Il porto greco sta risentendo fortemente sia della crisi di Suez che di quella di Hormuz; e il fatto che la sua port Authority sia controllata, al 67%, dalla compagnia statale cinese Cosco, che concentra sotto il suo controllo un gran numero di asset strategici (tra cui anche direttamente i moli II e III del Pireo) è guardato con preoccupazione dai Paesi dell’area Nato.

Gioia Tauro nel 2025 ha totalizzato 4,49 milioni di teu, con una crescita del 14%, confermandosi primo porto container italiano di trasbordo. Pur essendo, nel Mediterraneo, un terminal di transhipment molto competitivo, si registra che una quota, molto elevata, di container non entra nell’economia italiana; il retroporto industriale è notevolmente sottodimensionato, per non dire quasi inesistente; il traffico genera meno valore urbano rispetto a Valencia, Genova o Trieste; la dipendenza da Msc e dalle strategie di rete del gruppo, poi, rappresenta contemporaneamente una forza e un rischio di concentrazione.

Lo scalo ligure

Porto di Genova (Adobe Stock)

Restando in Italia, il porto di Genova nel 2025 ha movimentato 2,4 milioni di teu (-1,6%), che salgono però a 2,99 milioni (+6,3%) se si conteggia anche il terminal di Savona-Vado che fa parte della stessa port Authority. Mentre le tonnellate di merci sono state 46,6 milioni a Genova (-1,71%) e salgono a 62,9 milioni con Savona (-0,8% sul 2024). Lo scalo ligure è il porto più completo in Italia, sotto il profilo urbano, commerciale e logistico, con container, traghetti, crociere, cantieristica, industria, servizi marittimi, accesso al sistema produttivo del Nord Italia. E se, da un lato, lo scalo non sembra aver sofferto particolarmente per la crisi in Medio Oriente (che anzi ha favorito un aumento dei traffici), dall’altro, registra criticità sotto il profilo dello sbocco, sia ferroviario che, soprattutto, autostradale delle merci, in particolare verso l’Ue, a causa delle pesanti carenze della rete viaria Ligure.

Passando in Francia, Marsiglia-Fos ha spostato, nel 2025, 1,45 milioni di container (+0%) e 74 milioni di tonnellate di merci (+5%). Rappresenta il sistema portuale mediterraneo in cui il tonnellaggio è maggiormente legato a un sistema industriale ed energetico complesso, con terminal petroliferi, raffinazione, petrolchimica, siderurgia, depositi, Gnl, logistica, collegamenti ferroviari; nonché l’asse fluviale del Rodano. Inoltre, è uno dei principali hub europei d’approdo dei cavi sottomarini di telecomunicazioni.

Infine Trieste, che è caso a sé. A fronte di un traffico container esiguo, di 681mila teu, tra l’altro in flessione del 19,05%, e di una movimentazione di merci di circa 60 milioni di tonnellate (+0,72% sul 2024), il porto continua a spingere sui suoi punti di forza, ferrovie e autostrade del mare, nonostante stia accusando gli effetti dei blocchi negli stretti. Nel 2025 le unità ro-ro transitate sono state oltre 317mila (+7,42%), grazie anche all’attivazione di nuove linee marittime con la Turchia. Il che conferma il ruolo del porto come hub di riferimento per i rotabili tra Mediterraneo ed Europa centrale. In crescita anche il ferro: il sistema di Trieste e Monfalcone ha movimentato 11.600 treni (+3,85%) e il solo porto giuliano 7.939 treni (+1,65%). Trieste, dunque, si configura come lo scalo italiano più strategico per energia (col terminal petrolifero Siot e i depositi costieri); collegamenti con Austria, Germania meridionale ed Europa centrale; accesso ai mercati continentali; ruolo nel corridoio Baltico-Adriatico; e, come si è detto, ferrovia.

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I PRINCIPALI SCALI DEL MEDITERRANEO

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Alla fine, nel paragone con altri porti mediterranei, a guadagnarsi il primato è Tanger Med che, secondo il report NextMed, mette sul tavolo cinque elementi vincenti: massima scala container, crescita superiore ai principali concorrenti, posizione tra Atlantico e Mediterraneo, integrazione con zone industriali e logistiche e capacità pubblica di realizzare una strategia pluridecennale, visto che il Marocco sta costruendo una gerarchia portuale nazionale con Tanger Med come piattaforma globale, Casablanca come gateway economico e Nador West Med come nuovo polo industriale ed energetico. Il principale concorrente dello scalo di Tangeri è Valencia che, pur con metà volumi, vanta il miglior equilibrio tra numero di container movimentati e accesso al grande mercato interno.

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